Una delle sentenze piu importanti degli ultimi anni in materia di NASpI e arrivata dalle Sezioni Unite della Cassazione con la pronuncia n. 23876 del 2025. Il principio stabilito ribalta una prassi che aveva creato enorme incertezza: il lavoratore che ottiene dal giudice la conversione del suo contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato non deve restituire all’INPS la NASpI che ha percepito nel frattempo. Vediamo cosa significa e perche cambia le cose.
Il problema che la sentenza risolve
Immagina questa situazione: lavori con un contratto a termine, ti licenziano o il contratto non viene rinnovato, fai domanda NASpI e inizi a percepirla. Nel frattempo fai ricorso al giudice del lavoro perche ritieni che il tuo contratto fosse illegittimo e ottieni la conversione a tempo indeterminato con reintegra o risarcimento.
Fino alla sentenza delle Sezioni Unite, l’INPS sosteneva che in quel caso la NASpI percepita fosse diventata indebita — perche retroattivamente il rapporto era stato considerato a tempo indeterminato, e quindi non ci sarebbe stato il presupposto della disoccupazione involontaria. Risultato: il lavoratore vinceva la causa sul contratto ma si trovava a dover restituire mesi di NASpI all’INPS.
Cosa hanno deciso le Sezioni Unite
Le Sezioni Unite hanno tagliato corto: la NASpI non va restituita. Il ragionamento e lineare. Al momento in cui il lavoratore ha presentato la domanda NASpI, era effettivamente disoccupato — il contratto era cessato, non stava lavorando, non percepiva retribuzione. Il fatto che successivamente un giudice abbia dichiarato illegittima quella cessazione non elimina retroattivamente lo stato di disoccupazione che esisteva in quel momento.
La NASpI e stata percepita legittimamente, sulla base di una situazione reale. La successiva conversione giudiziale del contratto riguarda il rapporto di lavoro — non cancella il diritto alla prestazione previdenziale che era maturato.
Perche le Sezioni Unite e non una sezione normale
Le Sezioni Unite intervengono quando ci sono contrasti tra le sezioni della Cassazione — cioe quando sentenze diverse si contraddicono sullo stesso punto. Il fatto che siano state convocate le Sezioni Unite su questa questione dice molto: il contrasto era reale e la questione era dibattuta. La pronuncia delle Sezioni Unite chiude il dibattito e crea un precedente vincolante per tutti i giudici.
Chi riguarda concretamente
La sentenza riguarda chiunque si trovi o si sia trovato in questa situazione: contratto a termine cessato, NASpI percepita, e successiva vittoria in giudizio per conversione del contratto. Se hai ricevuto una richiesta di restituzione NASpI dall’INPS in questo contesto, la sentenza 23876/2025 delle Sezioni Unite e la tua principale arma difensiva.
Vale anche per i lavoratori interinali — la cui storia contrattuale discontinua li espone spesso proprio a questo tipo di situazione. Leggi la guida: Lavoratore interinale 2026: tutti i diritti.
Cosa fare se l’INPS ti ha chiesto la restituzione
Se hai gia ricevuto una richiesta di restituzione NASpI in questa situazione, hai due strade: presentare un ricorso amministrativo all’INPS citando la sentenza Cassazione SS.UU. 23876/2025, oppure rivolgerti a un patronato (CGIL, CISL, UIL, ACLI) che puo seguire la pratica gratuitamente. Il patronato conosce questa sentenza e sa come usarla.
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Leggi anche: Sostegno al reddito 2026: guida completa — ADI — domande frequenti — NASpI dopo contratto interinale.
Fonti: Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 23876/2025; D.Lgs. 22/2015 (NASpI); art. 2119 c.c. Articolo informativo, non sostituisce la consulenza di un patronato o avvocato. Aggiornato giugno 2026.
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