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Assegno di Inclusione 2026: guida completa a requisiti, importi e come fare domanda

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Assegno di Inclusione 2026

Più di 600.000 famiglie italiane ricevono ogni mese l’Assegno di Inclusione. Eppure ogni anno migliaia di persone che avrebbero diritto al sussidio non lo richiedono — o lo richiedono sbagliando qualcosa e lo perdono.

Questa guida nasce per evitare esattamente queste due situazioni. Trovi tutto quello che ti serve: chi può ricevere l’ADI, quanto spetta davvero (con i numeri del 2026), le novità introdotte quest’anno, i passi esatti per fare domanda, e cosa fare se ti è già stato sospeso.

Leggi dall’inizio se sei alla prima domanda. Vai direttamente alla sezione che ti interessa se sei già beneficiario e vuoi capire cosa cambia nel 2026.

💡 IMPATTO SUL TUO 730

Fa reddito IRPEF? No. L’ADI è esente da IRPEF — non va dichiarato come reddito e non modifica lo scaglione fiscale.

Incide sull’ISEE? Sì, ma con un anno di ritardo. L’ADI percepito nel 2026 entrerà nel calcolo dell’ISEE 2027. Non intacca l’ISEE corrente.

Rischio conguaglio? No. Essendo esentasse non genera conguagli IRPEF. Se percepisci anche altri redditi (lavoro, pensione), quelli vanno dichiarati normalmente.

Compatibile con altri bonus? Sì con l’Assegno Unico (va richiesto separatamente). Non compatibile con la NASpI sullo stesso nucleo. Compatibile con i bonus sociali bollette.


Cos’è l’Assegno di Inclusione e da dove viene

L’Assegno di Inclusione — sigla ADI — è il principale strumento di contrasto alla povertà in Italia. È entrato in vigore il 1° gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, che è stato definitivamente abolito.

La differenza rispetto al RdC non è solo di nome. Il RdC era aperto quasi a tutti i nuclei in difficoltà economica. L’ADI invece si concentra sulle famiglie con almeno una persona “fragile” al loro interno: un minore, un anziano over 60, una persona con disabilità, o qualcuno in una condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali.

Chi non rientra in questi criteri ma è senza reddito e senza lavoro può guardare al Supporto Formazione e Lavoro (SFL) — una misura separata, pensata per i cosiddetti “occupabili”.


Chi può ricevere l’ADI: i requisiti nel dettaglio

Per accedere all’Assegno di Inclusione 2026 devi soddisfare tutti i requisiti contemporaneamente. Non basta averne uno o due.

1. La composizione del nucleo familiare

Il requisito più importante: nel tuo nucleo familiare deve esserci almeno una persona in una di queste condizioni:

  • Minore di età (figlio o affidato)
  • Persona di età pari o superiore a 60 anni
  • Persona con disabilità riconosciuta (qualsiasi grado)
  • Persona in condizione di svantaggio inserita in un programma di cura e assistenza certificato da un ente pubblico (servizi socio-sanitari territoriali)

Se sei solo, hai meno di 60 anni, non hai disabilità e non hai figli, l’ADI non fa per te. In quel caso guarda l’SFL.

Caso frequente che confonde: un nucleo formato da una coppia under 60 senza figli e senza disabilità non ha diritto all’ADI anche con un ISEE bassissimo. Se invece uno dei due ha una disabilità riconosciuta — anche parziale — il requisito è soddisfatto e si può fare domanda.

2. I requisiti di cittadinanza e residenza

Possono fare domanda:

  • Cittadini italiani
  • Cittadini dell’Unione Europea con diritto di soggiorno permanente in Italia
  • Cittadini extracomunitari con permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure con protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria)

In tutti i casi è richiesta la residenza in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi. Questo requisito vale anche per i cittadini italiani che sono stati all’estero per un lungo periodo.

3. I requisiti economici

Qui ci sono due soglie che devono essere rispettate insieme:

ISEE del nucleo familiare: deve essere inferiore a 10.140 euro annui. Per i nuclei con minorenni viene usato un ISEE specifico per le prestazioni familiari (introdotto dalla Legge di Bilancio 2026), che in molti casi è più favorevole rispetto all’ISEE ordinario.

Reddito familiare: deve essere inferiore a 6.500 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza del nucleo (vedi sezione importi). Per i nuclei composti interamente da persone over 67 o da over 67 con familiari in disabilità grave, la soglia sale a 8.190 euro annui (o 10.140 se vivono in affitto).

Patrimonio immobiliare: non superiore a 30.000 euro, esclusa la casa di abitazione principale. La Legge di Bilancio 2026 ha alzato la franchigia sulla prima casa a 91.500 euro (e fino a 120.000 euro nei Comuni capoluogo delle città metropolitane), il che significa che chi possiede una casa di valore medio-basso non viene penalizzato nel calcolo dell’ISEE.

Patrimonio mobiliare (conti correnti, titoli, ecc.): non superiore a 6.000 euro per il singolo componente, aumentato di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo fino a un massimo di 10.000 euro.

4. I requisiti di condotta

Sono esclusi dall’ADI, tra gli altri:

  • Chi ha subito condanne penali per determinati reati nei 10 anni precedenti la domanda
  • Chi è destinatario di misure cautelari personali o di prevenzione
  • Chi non ha comunicato variazioni rilevanti nella situazione familiare o reddituale

Quanto si riceve: importi 2026 spiegati chiaramente

Questa è la parte più complessa dell’ADI, ma proviamo a renderla comprensibile.

L’assegno non è un importo fisso uguale per tutti. Si calcola come la differenza tra una soglia di reddito stabilita dalla legge e il reddito che già hai. In più, se vivi in affitto, ricevi una quota aggiuntiva.

La formula di base

L’importo mensile si calcola così:

[(6.500 euro × scala di equivalenza) − reddito familiare annuo] ÷ 12

Più il tuo reddito familiare è vicino a zero, più l’assegno si avvicina all’importo massimo. Se il tuo reddito familiare è già vicino alla soglia, l’assegno sarà basso (ma non può essere inferiore a 480 euro annui, pari a 40 euro al mese).

La scala di equivalenza: come funziona

La scala di equivalenza è un moltiplicatore che tiene conto di quante persone ci sono nel nucleo e di chi sono. Parte da 1 (nucleo con un solo componente) e aumenta in base alla composizione:

Componente aggiuntivoIncremento scala
Ogni componente over 60+0,40
Ogni componente maggiorenne con carichi di cura (figli under 3, 3+ figli minori, o disabili a carico)+0,40
Ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente+0,50
Ogni componente con disabilità media (invalidità 67-99%)+0,50
Ogni componente minorenne+0,30
Ogni altro adulto in grave disagio certificato+0,30

Il parametro massimo complessivo è 2,2 (o 2,3 in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienza).

Esempio concreto: una famiglia composta da due adulti (uno over 60) e due figli minorenni ha una scala di equivalenza di: 1 (base) + 0,40 (over 60) + 0,30 + 0,30 (due minori) = 2,0. L’importo mensile massimo raggiungibile è quindi [(6.500 × 2,0) / 12] = 1.083 euro al mese, a reddito familiare zero.

Il contributo affitto

Chi vive in affitto con contratto regolarmente registrato riceve una quota aggiuntiva mensile pari alla rata dell’affitto, fino a un massimo di 303 euro al mese (3.640 euro annui).

Per i nuclei composti interamente da over 67 o da over 67 con familiari in disabilità grave, il contributo affitto massimo è di 162,50 euro al mese (1.950 euro annui).

Importi massimi raggiungibili nel 2026

Tipo di nucleoImporto massimo mensile (reddito zero)
Nucleo standard, casa di proprietà500 €
Nucleo standard, in affitto803 € (500 + 303 di affitto)
Nucleo over 67 o con disabili gravi, in affittofino a 792 € (630 + 162)
Nucleo numeroso con scala 2,0, in affittooltre 1.300 €

L’importo effettivo dipende sempre dal reddito familiare dichiarato: se hai già un piccolo reddito (pensione minima, lavoro part-time), l’assegno si riduce di quella quota.

Il caso disabilità: perché cambia tutto

La presenza di un componente con disabilità aumenta la scala di equivalenza e quindi l’importo mensile in modo significativo.

Un nucleo con un solo componente (scala base = 1) senza disabilità riceve al massimo 500 euro al mese con reddito zero.

Lo stesso nucleo con un componente con disabilità media (invalidità tra 67% e 99%) ha una scala di equivalenza di 1,5 (1 + 0,50), e l’importo massimo sale a circa 811 euro al mese.

Con disabilità grave o non autosufficienza la scala è ancora più alta, e si arriva a importi ancora superiori.

Se hai un familiare con disabilità e stai ricevendo meno di quello che ti aspettavi, verifica che il verbale di invalidità sia correttamente registrato nella domanda INPS. Un verbale non inserito correttamente può far perdere centinaia di euro al mese.


Le novità 2026: cosa è cambiato rispetto all’anno scorso

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche importanti all’ADI. Ecco le principali.

Fine del mese di sospensione

Prima del 2026, quando un beneficiario arrivava alla scadenza delle prime 18 mensilità doveva aspettare un mese senza pagamenti prima di poter richiedere il rinnovo. Dal 1° gennaio 2026 questa pausa obbligatoria è eliminata: chi mantiene i requisiti può rinnovare la domanda senza interruzioni.

Attenzione però: il primo mese dopo il rinnovo viene erogato nella misura del 50% dell’importo pieno. Dal secondo mese in poi si torna all’importo ordinario. In pratica il sistema è cambiato: non c’è più un mese a zero, ma c’è un mese a metà.

ISEE più favorevole per molte famiglie

Come anticipato, la franchigia sulla prima casa è passata da 52.500 a 91.500 euro. Questo significa che molte famiglie che prima risultavano fuori soglia ISEE — a causa del valore catastale della casa — ora possono rientrare e fare domanda.

Se hai fatto domanda in passato e ti è stata rifiutata per l’ISEE troppo alto, vale la pena ricalcolare con le nuove regole 2026.

Rivalutazione degli importi del +1,4%

Tutti gli importi dell’ADI sono stati rivalutati dell’1,4% in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. L’aumento è modesto ma automatico: non devi fare nulla per riceverlo.

Stanziamento di 160 milioni aggiuntivi

La Legge di Bilancio 2026 ha rafforzato il finanziamento dell’ADI con 160 milioni di euro aggiuntivi per il 2026, con incrementi progressivi negli anni successivi. Non cambia il funzionamento pratico per i beneficiari, ma è un segnale di continuità della misura.


Come si usa la Carta di Inclusione

Il pagamento avviene tramite la Carta di Inclusione, una carta prepagata emessa da Poste Italiane intestata al beneficiario. Funziona come una normale carta di debito, ma con alcune limitazioni stabilite per legge.

Cosa si può comprare

  • Alimenti e beni di prima necessità
  • Farmaci e prodotti sanitari
  • Abbigliamento e articoli per la casa
  • Carburante
  • Pagamento di bollette e utenze (luce, gas, acqua, telefono)
  • Pagamento del canone di affitto (tramite bonifico mensile al locatore)
  • Acquisti nei supermercati, farmacie, negozi convenzionati

Cosa non si può fare

  • Acquisti online
  • Giochi, scommesse, lotterie
  • Acquisto di alcolici o tabacchi in esercizi specializzati
  • Prelievi in contante oltre il limite mensile (100 euro moltiplicato per la scala di equivalenza del nucleo)

Il saldo della carta è verificabile agli sportelli Postamat, agli uffici postali, o chiamando il numero verde 800.666.888 (gratuito da fisso) oppure il +39 06.4526.6888 da cellulare.

Attenzione: fare un acquisto non consentito con la Carta di Inclusione può portare alla sospensione del beneficio. In caso di dubbi su cosa si può acquistare, meglio chiedere a un CAF prima di rischiare.


Come fare domanda: i tre passi obbligatori

La procedura per ottenere l’ADI si articola in tre fasi che devono essere completate in ordine. Saltare o invertire i passaggi non funziona.

Passo 1 — Ottieni l’ISEE aggiornato

Prima di tutto devi avere un ISEE 2026 valido, con un valore inferiore a 10.140 euro. L’ISEE si ottiene presentando la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) tramite:

  • Il portale INPS online (con SPID, CIE o CNS)
  • Un CAF (gratuito)
  • Un patronato (gratuito)

Non puoi presentare la domanda ADI senza ISEE. Se non ce l’hai ancora, inizia da qui.

Passo 2 — Presenta la domanda all’INPS

Con l’ISEE in mano, puoi presentare la domanda ADI:

  • Online sul portale INPS (servizi.inps.it) → sezione “Assegno di Inclusione” → con SPID, CIE o CNS
  • Tramite patronato (ENAC, INCA CGIL, ACLI, e altri) — il servizio è gratuito e consigliato se hai situazioni complesse (disabilità, composizione familiare particolare, domande di rinnovo)
  • Tramite numero verde INPS 803.164 (da rete fissa, gratuito) o 06.164.164 (da cellulare, a pagamento)

Nella domanda devi inserire tutti i componenti del nucleo familiare per cui richiedi il beneficio. Per i figli minori non serve la loro firma; per i componenti maggiorenni sì.

Passo 3 — Sottoscrivi il Patto di Attivazione Digitale (PAD)

Dopo l’accettazione della domanda da parte dell’INPS, devi registrarti sulla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale.

Solo dopo la firma del PAD partono i pagamenti. Il primo accredito arriva intorno al 15 del mese successivo alla firma.

I componenti del nucleo tra 18 e 59 anni che non sono esonerati dagli obblighi lavorativi devono anche sottoscrivere il Patto per il Lavoro e partecipare ai percorsi di inclusione attiva.

Chi è esonerato dagli obblighi lavorativi

Non sono tenuti a cercare lavoro o partecipare a percorsi di attivazione:

  • Chi ha 60 anni o più
  • Chi è riconosciuto disabile
  • Chi ha carichi di cura (figli under 3, 3 o più figli minori, o familiari con grave disabilità)
  • Chi è già inserito in programmi di assistenza socio-sanitaria certificati

Quando arrivano i pagamenti

L’INPS eroga l’ADI ogni mese in due date distinte:

  • 15 del mese: primo accredito per i nuovi beneficiari che hanno firmato il PAD entro la fine del mese precedente. Stessa data anche per chi riceve la prima mensilità di rinnovo (ma con importo dimezzato al 50%)
  • 27-28 del mese: ricarica mensile per chi è già in regime, ha ricevuto almeno un pagamento e mantiene i requisiti

A dicembre il pagamento di rinnovo è anticipato al 23 per le festività natalizie.

In caso di festività o rallentamenti operativi, le date possono slittare di uno o due giorni. Il saldo si può verificare in tempo reale tramite l’area personale INPS o agli sportelli Postamat.


Cosa succede se trovi lavoro

Trovare lavoro mentre percepisci l’ADI non significa perderlo automaticamente.

Se inizi un’attività lavorativa, il reddito che guadagni non entra nel calcolo dell’ADI fino a 3.000 euro annui. Sopra questa soglia, l’importo si riduce progressivamente — ma non si azzera subito.

Devi però comunicare all’INPS entro 30 giorni l’inizio di qualsiasi attività lavorativa. Non comunicarlo è considerata una violazione degli obblighi e può portare alla revoca del beneficio con obbligo di restituzione delle somme percepite.


Cause di sospensione e revoca

L’INPS controlla ogni mese tre cose: validità dell’ISEE, rispetto del PAD, e assenza di variazioni non comunicate nel nucleo familiare.

L’assegno può essere sospeso se:

  • L’ISEE scade e non viene rinnovato
  • Un componente non si presenta alle convocazioni dei servizi sociali o del Centro per l’Impiego senza giustificato motivo
  • Non vengono comunicate variazioni nella composizione del nucleo o nel reddito

L’assegno viene revocato (e si deve restituire quanto percepito) se:

  • Si scopre che le dichiarazioni erano false
  • Il reddito familiare supera le soglie previste e non è stato comunicato
  • Un componente obbligato ha rifiutato un’offerta di lavoro “congrua” (a tempo indeterminato o contratto superiore a 12 mesi entro 80 km di distanza)

Se ti arriva una comunicazione di sospensione o revoca, non ignorarla. Hai la possibilità di fare ricorso o di regolarizzare la situazione. Rivolgiti subito a un CAF o a un patronato — spesso si tratta di errori tecnici risolvibili.


ADI e Assegno Unico: le differenze da conoscere

Un errore comune è pensare che l’ADI comprenda automaticamente anche l’Assegno Unico per i figli. Non è così.

L’ADI e l’Assegno Unico sono due misure separate che si richiedono in modo indipendente. Se hai figli minori o maggiorenni con i requisiti, devi presentare anche la domanda di Assegno Unico per riceverlo — altrimenti lo perdi.

Le due misure sono compatibili e si possono ricevere contemporaneamente. L’importo dell’Assegno Unico percepito entra nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo, ma non riduce direttamente l’ADI nell’anno in corso.


Domande frequenti

Ho già ricevuto l’ADI nel 2025. Devo rifare la domanda per il 2026? No, la domanda non scade ogni anno. Continua finché non superi i 18 mesi o non perdi i requisiti. Devi però aggiornare l’ISEE all’inizio dell’anno per mantenere l’importo corretto.

Ho 58 anni e vivo da solo senza reddito. Posso avere l’ADI? No. L’ADI richiede la presenza di almeno un componente fragile nel nucleo: under 18, over 60, disabile, o in situazione di svantaggio certificata. Senza queste condizioni, non si accede all’ADI indipendentemente dall’ISEE. Puoi però valutare l’SFL se sei disposto a partecipare a percorsi formativi.

Ho un figlio disabile di 25 anni. Rientra tra i componenti che danno diritto all’ADI? Sì. La disabilità non ha limiti di età per l’accesso all’ADI. Un figlio maggiorenne con disabilità riconosciuta soddisfa il requisito di composizione del nucleo.

Posso fare domanda da solo o devo andare al CAF? Puoi fare tutto online sul portale INPS se hai SPID o CIE. Ma se hai una situazione complessa (disabilità, separazione, nucleo allargato, domanda di rinnovo), il CAF o il patronato ti aiutano gratuitamente e riducono il rischio di errori che potrebbero causare ritardi o rifiuti.

Il mio ISEE è 11.000 euro: ero fuori nel 2025. Lo sono ancora nel 2026? Forse no. La Legge di Bilancio 2026 ha modificato il calcolo dell’ISEE escludendo dalla base di calcolo la prima casa fino a 91.500 euro. Se possiedi un immobile, il tuo ISEE 2026 potrebbe essere più basso di quello 2025. Vale la pena ricalcolarlo con le nuove regole.

Quanti mesi posso ricevere l’ADI in totale? Le prime 18 mensilità, poi rinnovo per altri 12 mesi, poi ancora 12, e così via — finché si mantengono i requisiti. Non c’è un limite massimo nel tempo, ma il rinnovo non è automatico: va richiesto ogni volta.

Cosa succede se un componente del nucleo muore? Se il deceduto era l’unico componente “fragile” che dava diritto all’ADI (ad esempio l’unico over 60), il beneficio può cessare. Negli altri casi, la quota del deceduto viene redistribuita ai componenti rimanenti. Comunica sempre il decesso all’INPS entro i termini previsti.


Riepilogo: i numeri chiave dell’ADI 2026

CosaDato 2026
ISEE massimo10.140 €/anno
Reddito familiare massimo (base)6.500 €/anno × scala equivalenza
Importo base massimo mensile500 €/mese
Con contributo affittofino a 803 €/mese
Nucleo solo over 67, in affittofino a 792 €/mese
Rivalutazione 2026+1,4% su tutti gli importi
Scala di equivalenza massima2,2 (o 2,3 con disabili gravi)
Prima mensilità dopo rinnovo50% dell’importo ordinario
Mese di sospensione al rinnovoEliminato dal 1° gennaio 2026
Pagamento nuovi beneficiari15 del mese
Ricarica mensile beneficiari attivi27-28 del mese
Prelievo contante massimo100 € × scala di equivalenza
Durata iniziale18 mesi, rinnovabili per 12+12…

Fonti: INPS Msg. 214/2026, INPS Msg. 640/2026, Circolare INPS n. 7/2026, Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), D.L. 48/2023 convertito in L. 85/2023, Decreto interministeriale 27 dicembre 2023. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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