Ogni anno, tra gennaio e febbraio, milioni di famiglie italiane devono fare una cosa sola — aggiornare l’ISEE — e ogni anno molte di loro la rimandano, la fanno male, o non la fanno affatto. Il risultato è quasi sempre lo stesso: bonus ridotti al minimo, agevolazioni perse, o peggio, somme da restituire perché l’ISEE era sbagliato.
Il 2026 ha portato cambiamenti concreti nel modo in cui l’ISEE si calcola: una nuova franchigia sulla casa di proprietà che taglia fuori meno famiglie, i titoli di Stato che escono dal conteggio, le criptovalute che invece entrano per la prima volta in modo obbligatorio, e una modalità precompilata che dovrebbe semplificare tutto — ma che va comunque controllata.
Questa guida ti spiega tutto dall’inizio: cos’è l’ISEE, come si calcola, cosa è cambiato nel 2026 e come presentare la DSU senza fare errori.
💡 Questa è la guida tecnica al calcolo. Se invece la tua situazione è particolare — disabilità in famiglia, separazione, figlio all’università, patrimonio all’estero — parti dalla guida-madre ISEE 2026: il numero da cui dipende tutto, che spiega perché non esiste un solo ISEE e ti indirizza alla versione giusta per il tuo caso.
Cos’è l’ISEE e a cosa serve
L’ISEE — Indicatore della Situazione Economica Equivalente — è il parametro che lo Stato usa per misurare la situazione economica di una famiglia e decidere chi ha diritto a bonus, agevolazioni e servizi a tariffa ridotta.
Non è un reddito. Non è una tassa. È un numero che tiene conto di redditi, patrimonio immobiliare, patrimonio mobiliare e composizione del nucleo familiare. Più è basso, più aiuti puoi ricevere — e spesso gli importi sono molto più alti di quanto la gente si aspetti.
Quasi tutto passa per l’ISEE: l’Assegno Unico per i figli, l’Assegno di Inclusione, il bonus asilo nido, le agevolazioni sulle bollette di luce e gas, le rette universitarie ridotte, il bonus psicologo, il bonus nido, le mense scolastiche agevolate, i trasporti pubblici a tariffa sociale, e decine di misure regionali e comunali.
Senza un ISEE aggiornato e valido, molti di questi benefici vengono azzerati o ridotti al minimo automaticamente — anche se hai sempre avuto diritto all’importo pieno.
L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentato. Va quindi rinnovato ogni anno, di norma entro la fine di febbraio per non perdere le mensilità di marzo di misure come l’Assegno Unico.
Come si calcola l’ISEE: la formula
L’ISEE si calcola combinando tre componenti: reddito, patrimonio e composizione del nucleo. La formula ufficiale è:
ISEE = (Reddito ISE + 20% del Patrimonio ISP) ÷ Scala di equivalenza
Vediamo cosa significa ciascuna voce.
Il reddito ISE
È la somma di tutti i redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare nell’anno precedente (per l’ISEE 2026 si usano i redditi del 2024). Include:
- Redditi da lavoro dipendente (al netto delle detrazioni)
- Redditi da lavoro autonomo e partita IVA
- Pensioni e assegni previdenziali
- Redditi da capitale e affitti
- Assegni di mantenimento ricevuti
Non entrano nel reddito ISE: l’Assegno Unico percepito nel 2024 (escluso automaticamente), le prestazioni assistenziali non imponibili, e alcune categorie di contributi.
Il patrimonio ISP
Comprende il patrimonio immobiliare e il patrimonio mobiliare al 31 dicembre dell’anno precedente (per l’ISEE 2026: al 31 dicembre 2024).
Patrimonio immobiliare — il valore degli immobili posseduti, calcolato secondo i criteri IMU. Per la casa di abitazione principale si applica una franchigia: nel 2026 è salita a 91.500 euro per la generalità dei nuclei, a 120.000 euro nei Comuni capoluogo delle città metropolitane, con un aumento di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi. La parte eccedente la franchigia entra nell’ISP al 50%.
Patrimonio mobiliare — conti correnti, depositi, libretti, titoli, azioni, fondi, polizze di capitalizzazione, e dal 2026 in modo esplicito anche le criptovalute. Si usa il valore più alto tra il saldo al 31 dicembre 2024 e la giacenza media annua del 2024.
Dal 2026 i titoli di Stato italiani, i buoni fruttiferi postali e i libretti postali ordinari sono esclusi dal calcolo del patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Vanno comunque dichiarati nella DSU — è il sistema INPS che li esclude automaticamente.
La scala di equivalenza
Divide il risultato per un valore che cresce con il numero di componenti del nucleo. Più persone ci sono in famiglia, più l’ISEE si abbassa — perché le spese sono divise tra più persone. La scala del 2026 è stata rafforzata dalla Legge di Bilancio, con maggiorazioni più generose per i nuclei con figli: per la prima volta è stata introdotta una maggiorazione specifica anche per i nuclei con due figli (prima partiva dal terzo figlio in poi).
Le tre grandi novità del 2026
Novità 1 — La nuova franchigia sulla prima casa
Prima del 2026, la franchigia sulla casa di proprietà era di 52.500 euro. Dal 1° gennaio 2026 è salita a 91.500 euro, quasi raddoppiata.
In pratica: se possiedi una casa dal valore catastale (ai fini IMU) inferiore a 91.500 euro, la tua abitazione principale non pesa più sull’ISEE. Se il valore supera la franchigia, solo la parte eccedente entra nel calcolo, e solo al 50%.
Per chi vive in una città metropolitana come Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna e le altre, la franchigia arriva a 120.000 euro. Questo cambiamento ha già permesso a molte famiglie di rientrare nelle soglie ISEE che prima superavano per via del valore dell’immobile.
Novità 2 — I titoli di Stato escono dal patrimonio
BOT, BTP, CCT e buoni fruttiferi postali non entrano nel patrimonio mobiliare ai fini ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Questa misura favorisce chi ha investito in strumenti di risparmio sicuri e ritenuti “patriottici”.
Attenzione però: i titoli di Stato vanno comunque dichiarati nella DSU. Non dichiararli è un’omissione sanzionabile. È l’INPS che applica l’esclusione in fase di calcolo, automaticamente — ma solo se li hai indicati.
Novità 3 — Le criptovalute entrano obbligatoriamente
Dal 2026, la Legge di Bilancio ha chiarito in modo definitivo che le criptovalute fanno parte del patrimonio mobiliare ai fini ISEE. Non c’è più zona grigia.
Chi possiede Bitcoin, Ethereum, stablecoin o qualsiasi altro asset digitale — su exchange centralizzati (Binance, Coinbase, Kraken) o su wallet personali (Ledger, MetaMask) — deve dichiararne il valore nella DSU.
Il calcolo segue la stessa logica dei conti correnti: si usa il valore più alto tra il saldo al 31 dicembre 2024 e la giacenza media annua del 2024, convertito in euro. L’unica eccezione è la soglia de minimis: chi al 31 dicembre 2024 possedeva criptovalute per un controvalore complessivo inferiore a 100 euro può non dichiararle.
Non dichiarare criptovalute che si possiedono è un’omissione sanzionabile dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate. Le verifiche incrociate tra DSU, dichiarazione dei redditi (Quadro RW/W) e le segnalazioni degli exchange sono sempre più frequenti.
La DSU precompilata: cos’è e perché conviene
La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è il documento che stai firmando quando “fai l’ISEE”. Dalla sua compilazione emerge il numero ISEE.
Dal 2020 esiste la DSU precompilata: l’INPS inserisce automaticamente nella dichiarazione tutti i dati che già possiede — redditi, patrimoni immobiliari con rendite catastali, saldi e giacenze dei conti correnti, pensioni, contributi. Tu devi solo verificare che i dati siano corretti, aggiungere quello che manca, e confermare.
Rispetto alla DSU ordinaria (dove tutto va inserito manualmente), la precompilata ha vantaggi concreti:
- Meno errori: i dati sono presi direttamente dall’Agenzia delle Entrate e dalle banche, quindi sono certificati
- Più veloce: l’attestazione ISEE arriva mediamente in 2-3 giorni lavorativi, contro i 7-10 della DSU tradizionale
- Esclusione automatica titoli di Stato: nella precompilata l’INPS esclude da solo i titoli di Stato fino a 50.000 euro; nella DSU autodichiarata devi farlo tu manualmente
- Meno rischio di contestazioni: se i dati vengono dall’Agenzia delle Entrate, è più difficile che risultino “difformi” in sede di controllo
Quando serve la DSU ordinaria invece della precompilata? In alcuni casi non basta la precompilata e bisogna integrare o compilare la DSU manualmente:
- Hai patrimoni o conti all’estero che l’INPS non conosce
- Hai criptovalute da dichiarare
- Hai un contratto di affitto non registrato e vuoi dichiarare il canone
- Hai ricevuto o pagato assegni di mantenimento
- La composizione del nucleo familiare non è aggiornata (nascite recenti, separazioni, nuovi conviventi)
- Hai immobili ereditati non ancora aggiornati al catasto
Come si fa l’ISEE 2026: guida passo per passo
Opzione A — Online sul portale INPS (gratuito)
- Vai su inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
- Cerca “ISEE Precompilato” nella barra di ricerca
- Il portale mostra la bozza con i dati già inseriti — controllali uno per uno
- Aggiungi i dati mancanti (criptovalute, conti esteri, contratto d’affitto se non registrato)
- Autorizza ogni componente maggiorenne del nucleo familiare (devono farlo loro, dalla propria area personale INPS)
- Invia la DSU — l’attestazione ISEE sarà disponibile in pochi giorni
Opzione B — Tramite CAF (gratuito)
I Centri di Assistenza Fiscale compilano e trasmettono la DSU gratuitamente. È la strada consigliata se:
- Non hai dimestichezza con i sistemi digitali dell’INPS
- Hai una situazione familiare o patrimoniale complessa (separazione, disabilità, immobili ereditati, criptovalute)
- Vuoi essere sicuro che i dati siano corretti prima di inviarli
Il CAF si occupa anche di richiedere l’autorizzazione ai componenti maggiorenni e di verificare che non ci siano difformità con gli archivi.
Opzione C — Tramite patronato (gratuito)
I patronati (INCA CGIL, ENAC, ACLI e altri) offrono assistenza analoga ai CAF per la compilazione della DSU, spesso abbinata alla consulenza sui bonus e le misure a cui si ha diritto.
Documenti da avere a portata di mano
Anche con la precompilata, è utile avere pronti questi documenti per verificare i dati o integrare quelli mancanti:
Per i redditi:
- CU (Certificazione Unica) 2025 per redditi 2024 — rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS per pensioni
- Modello 730 o Redditi 2025 (dichiarazione redditi 2024) se lo hai
Per il patrimonio mobiliare:
- Estratto conto bancario con saldo al 31/12/2024 e giacenza media 2024 — richiesto in banca, non scaricabile dall’home banking (che spesso mostra dati parziali o arrotondati)
- Stessa cosa per libretti postali e conti deposito
- Documentazione dei titoli (BOT, BTP, azioni, fondi) al 31/12/2024
- Per le criptovalute: estratto conto dell’exchange con saldo e giacenza media, o screenshot dei wallet con conversione in euro al 31/12/2024
Per il patrimonio immobiliare:
- Visura catastale degli immobili posseduti (si scarica gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate)
- Atto di mutuo con il saldo residuo al 31/12/2024 (riduce il valore dell’immobile nel calcolo)
Per il nucleo familiare:
- Codice fiscale di tutti i componenti
- Per i figli: eventuali certificati di disabilità o invalidità civile
Gli errori più comuni — e come evitarli
1. Non richiedere la giacenza media alla banca
Molti dichiarano solo il saldo del conto corrente al 31 dicembre, ignorando la giacenza media annua. L’INPS usa il valore più alto tra i due. Se durante l’anno hai tenuto più soldi in conto, la giacenza media potrebbe essere più alta del saldo finale — e usare solo quest’ultimo ti porta a un ISEE sbagliato (e a possibili contestazioni).
La giacenza media va richiesta esplicitamente allo sportello bancario o alle Poste. L’home banking di solito non la mostra.
2. Dimenticare i conti correnti “dormienti”
Ogni conto intestato a un componente del nucleo familiare va dichiarato — anche quelli che non si usano più, anche quelli con saldo zero, anche le carte prepagate con IBAN (come Postepay con IBAN). L’INPS ha accesso all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari e incrocia i dati.
3. Sbagliare la composizione del nucleo familiare
Chi entra nel tuo nucleo familiare ai fini ISEE non è sempre chi convive con te. Le regole sono precise e spesso controintuitive:
- I figli maggiorenni conviventi e fiscalmente a carico entrano nel nucleo
- I conviventi more uxorio (coppia non sposata) entrano nel nucleo se hanno un figlio in comune
- Il coniuge separato non esce dal nucleo finché non c’è sentenza di separazione legale
- I genitori separati con figli: il figlio rientra nel nucleo del genitore con cui convive
Un errore nella composizione del nucleo invalida l’intero ISEE.
4. Non dichiarare le criptovalute
Dal 2026 è un obbligo esplicito. Non dichiararle costituisce omissione sanzionabile. Se l’INPS incrocia i dati con la dichiarazione dei redditi (dove le criptovalute vanno nel Quadro RW/W) e trova discordanze, può annullare l’ISEE e richiedere la restituzione dei bonus percepiti.
5. Credere che i titoli di Stato non vadano dichiarati perché “sono esclusi”
Vanno sempre dichiarati. L’esclusione fino a 50.000 euro non è automatica nella DSU autodichiarata — la devi applicare tu. Nella precompilata invece l’INPS la applica da solo, ma i titoli devono comunque risultare inseriti.
6. Usare l’ISEE dell’anno scorso senza rinnovarlo
L’ISEE scade il 31 dicembre. Un ISEE 2025 non è valido per ricevere i bonus 2026 nella misura piena. Dal 1° marzo 2026, misure come l’Assegno Unico vengono automaticamente ridotte all’importo minimo per chi non ha presentato il nuovo ISEE.
L’ISEE corrente: quando conviene e quando no
L’ISEE ordinario fotografa la situazione economica dell’anno precedente (redditi 2024 per l’ISEE 2026). Se nel corso del 2026 la tua situazione economica è cambiata in modo significativo — hai perso il lavoro, hai avuto un calo di reddito rilevante — puoi richiedere l’ISEE corrente, che aggiorna la componente reddituale agli ultimi 12 mesi.
L’ISEE corrente conviene quando:
- Hai perso il lavoro nel 2025 o 2026 e il reddito 2024 era molto più alto
- Il reddito familiare è calato di oltre il 25% rispetto all’anno precedente
- Un componente del nucleo è andato in cassa integrazione
Non conviene invece se:
- La tua situazione non è cambiata (pagheresti per aggiornare senza beneficio)
- Hai avuto un aumento di reddito — l’ISEE corrente sarebbe più alto di quello ordinario
L’ISEE corrente ha validità di 6 mesi se si aggiornano solo i redditi, fino al 31 dicembre se si aggiornano anche i patrimoni.
Cosa fare se l’ISEE è sbagliato
Succede più spesso di quanto si pensi: dati non aggiornati negli archivi, giacenze comunicate male dalla banca, immobili ereditati non ancora catastati correttamente. Se ti accorgi di un errore, hai tre strade:
1. Presentare una nuova DSU — la più comune. Una nuova dichiarazione sostituisce quella precedente. Non c’è limite al numero di DSU presentabili nello stesso anno.
2. Presentare il modello FC3 — se devi solo aggiungere dati mancanti (non correggere quelli già inseriti). Ad esempio, hai dimenticato un conto corrente: puoi integrare con il FC3 senza rifare tutto.
3. Correggere gli archivi alla fonte — se l’errore non è tuo ma dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate (un dato immobiliare sbagliato, un reddito doppio per un errore del sistema). In questo caso devi prima correggere l’errore all’ente responsabile e poi presentare una nuova DSU.
Attenzione: usare un ISEE con omissioni o con dati sbagliati per ottenere bonus a cui non si avrebbe diritto porta, se scoperto, alla restituzione integrale di tutte le somme percepite — più sanzioni. Se hai dubbi, meglio correggere prima che aspettare un controllo.
ISEE e i principali bonus collegati
| Bonus | Soglia ISEE di accesso |
|---|---|
| Assegno Unico (importo massimo) | fino a 17.468,51 € |
| Assegno Unico (importo minimo garantito) | oltre 46.582,71 € |
| Assegno di Inclusione (ADI) | fino a 10.140 € |
| Supporto Formazione e Lavoro (SFL) | fino a 10.140 € |
| Bonus asilo nido (importo massimo) | fino a 25.000 € |
| Bonus nuovi nati (1.000 €) | fino a 40.000 € |
| Bonus sociale luce e gas | fino a 9.796 € (famiglie fino a 3 componenti) |
| Bonus psicologo | fino a 50.000 € |
| Retta università agevolata (fascia minima) | fino a 24.335 € (varia per ateneo) |
| Esenzione ticket sanitario | varia per regione, solitamente fino a 36.151,98 € |
Domande frequenti
Quando scade l’ISEE 2026? Il 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 non sarà più valido per nessun bonus. Rinnovalo ogni anno, preferibilmente entro fine febbraio per non perdere le mensilità di marzo.
Devo fare l’ISEE anche se ho un reddito alto? Dipende. Per alcuni bonus (come l’Assegno Unico) spetta un importo minimo a tutti, anche senza ISEE — ma rinunci alle maggiorazioni e agli importi più alti. Per altri (come l’ADI) senza ISEE non ottieni nulla. In ogni caso, vale la pena calcolarlo prima di rinunciare.
Il CAF fa pagare per la DSU? No. La compilazione e la trasmissione della DSU tramite CAF è gratuita per il cittadino, in base alla convenzione con l’INPS. Se qualcuno ti chiede soldi solo per questo, cambia CAF.
Posso fare l’ISEE da solo senza SPID? No, per la versione online è obbligatoria l’autenticazione digitale (SPID, CIE o CNS). Se non hai queste credenziali, devi andare fisicamente al CAF o al patronato, che può agire per tuo conto.
Ho presentato la DSU e l’ISEE risulta “con omissioni”: cosa significa? L’INPS ha trovato nei suoi archivi dei dati (conti correnti, immobili, redditi) che non hai dichiarato nella DSU. Non è necessariamente un problema grave, ma devi verificare se si tratta di un errore del sistema o di una dimenticanza tua. In entrambi i casi, rivolgiti al CAF per capire come procedere.
L’ISEE influisce sulla mia dichiarazione dei redditi? No, sono due cose separate. L’ISEE non aumenta le tasse. Le informazioni della DSU vengono usate solo per calcolare i bonus e le agevolazioni sociali, non per determinare quanto imposta paghi.
Fonti: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), Messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026, Messaggio INPS n. 213 del 22 gennaio 2026, Decreto Ministeriale Lavoro-MEF n. 3 del 2 marzo 2026, Circolare INPS n. 7/2026, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.
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