Sussidi Statali

Tuo figlio ti manda i soldi dall’estero: contano nell’ISEE?

Hai bisogno di una simulazione rapida?

Usa i nostri strumenti gratuiti per calcolare bonus, tutele e agevolazioni in modo immediato, sicuro e aggiornato al 2026.

📊
Calcolatore ISEE 2026
Stima l’ISEE e scopri i bonus
👶
Assegno Unico
Calcola l’importo mensile
🎯
Quiz Sussidi 2026
Scopri i sussidi che ti spettano
⚖️
Verifica Condanne
Impatto su concorsi e bonus
💼
Calcolatore NASpI
Stima durata e importo mensile
Simulatore Pensione
Scopri quando vai in pensione
🏠
Bonus Casa 2026
Calcola le detrazioni ristrutturazione
🤝
Calcolatore ADI
Assegno di Inclusione 2026

Tuo figlio lavora in Germania e ogni mese ti manda duecento euro per le bollette. Adesso devi rifare l’ISEE e ti sei bloccato: quei soldi vanno dichiarati? Sono reddito? E se li dichiari, rischi di perdere l’Assegno di Inclusione?

La risposta, subito

Quei soldi non sono reddito. Non vanno dichiarati nella sezione dei redditi della DSU, e chi te la compila non deve inserirli lì.

Ma se restano sul tuo conto, diventano patrimonio. E per l’Assegno di Inclusione il patrimonio ha un limite molto più basso di quanto la maggior parte delle persone immagini: 6.000 euro se vivi da solo.

C’è poi una regola che quasi nessuno conosce e che è la vera trappola: l’INPS non guarda solo quanti soldi avevi sul conto il 31 dicembre. Guarda anche la giacenza media dell’anno, e prende il valore più alto tra i due. Svuotare il conto a fine dicembre non serve a niente.

Perché non sono reddito

L’ISEE valuta due cose separate: quanto guadagni e quanto possiedi. Sono due calcoli distinti con due regole diverse, ed è qui che nasce quasi tutta la confusione.

Per il reddito, l’articolo 4 del DPCM 159/2013 — il regolamento che disciplina l’ISEE — rinvia al reddito complessivo ai fini IRPEF. È lo stesso importo che finisce nella dichiarazione dei redditi.

Un bonifico che un figlio manda a un genitore per aiutarlo non è reddito IRPEF. Non è uno stipendio, non è una pensione, non è un rendimento. È una liberalità tra familiari, e non compare in nessuna dichiarazione dei redditi. Di conseguenza non entra nemmeno nel calcolo reddituale dell’ISEE.

Se chi ti compila la DSU inserisce quelle somme tra i redditi — capita, soprattutto quando in estratto conto compaiono bonifici regolari dall’estero — l’ISEE risulta più alto del dovuto. Se te ne accorgi, fermati prima dell’invio: correggere dopo richiede una DSU sostitutiva e settimane di attesa.

Il punto vero: il patrimonio

Qui la questione cambia. L’articolo 5 del DPCM 159/2013 disciplina il patrimonio, e il comma 4 contiene la regola che rovina l’ISEE a moltissime persone:

Per i depositi e i conti correnti bancari e postali si assume il maggior valore tra il saldo contabile attivo al 31 dicembre e la giacenza media annua.

Tradotto: non conta solo la fotografia di fine anno. Conta anche la media di tutto l’anno, e vince il numero più alto.

Un esempio. A dicembre hai 200 euro sul conto perché hai pagato tutto. Ma durante l’anno il conto ha avuto una giacenza media di 4.000 euro. L’ISEE si calcola su 4.000, non su 200.

Questa regola esiste apposta. Prima si poteva svuotare il conto a fine dicembre e presentarsi con un patrimonio azzerato. Ora non funziona più. È importante saperlo prima di fare manovre che non servono a niente e che, se fatte per nascondere il patrimonio, espongono a sanzioni: sulla DSU si firma una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con responsabilità penale in caso di falso.

C’è un’eccezione, e vale la pena conoscerla

Le istruzioni ministeriali alla DSU prevedono che, se la giacenza media supera il saldo di fine anno, si possa comunque usare il saldo quando la differenza è giustificata da acquisti di beni patrimoniali documentati (per esempio hai comprato un immobile o un’auto) oppure da trasferimenti verso altri componenti dello stesso nucleo familiare.

Non è una scappatoia: serve a evitare che chi ha speso davvero i soldi venga penalizzato due volte. Ma va documentata, e conviene parlarne con l’operatore del CAF prima di compilare.

Le soglie dell’Assegno di Inclusione

Qui serve attenzione, perché circolano numeri sbagliati. Il limite di 30.000 euro che si legge spesso riguarda il patrimonio immobiliare — case e terreni. Il patrimonio mobiliare, cioè conti correnti, libretti, titoli, ha limiti molto più stretti.

L’articolo 2, comma 2, lettera b) del D.L. 48/2023 — il decreto che ha istituito l’ADI — stabilisce che il patrimonio mobiliare del nucleo non deve superare:

Situazione del nucleoLimite
Una persona sola6.000 €
Due persone8.000 €
Tre o più persone10.000 € (tetto massimo)
Per ogni minorenne oltre il secondo+1.000 €
Per ogni componente con disabilità+5.000 €
Per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente+7.500 €

Un dettaglio che confonde quasi tutti: per l’ADI questi valori si calcolano al lordo delle franchigie ISEE. Nell’ISEE ordinario esiste una franchigia sul patrimonio mobiliare con importi molto simili — 6.000 euro più 2.000 per componente — ma quella serve ad abbassare l’indicatore, non a verificare il requisito ADI. Non si sottrae due volte. Se hai 7.000 euro sul conto e vivi da solo, per l’ADI sei sopra soglia, punto.

Facciamo i conti sul caso concreto

Duecento euro al mese fanno 2.400 euro all’anno. Se il tuo conto era sostanzialmente vuoto e spendi quei soldi man mano che arrivano, la giacenza media resta bassa e non succede nulla.

Se invece ne spendi metà e metti da parte l’altra metà, a fine anno hai circa 1.200 euro in più. Se partivi già da 5.000, arrivi a 6.200: sopra soglia se vivi da solo, sotto se siete in due.

I casi particolari

Il conto è cointestato con tuo figlio

Nella DSU ogni intestatario dichiara la propria quota: 50% se il conto è di due persone, 33,3% se di tre. Quindi su un conto cointestato con 10.000 euro, a te ne vengono attribuiti 5.000.

Attenzione però: la cointestazione deve corrispondere alla realtà. Se il conto è intestato anche a tuo figlio solo per comodità operativa ma i movimenti sono tutti tuoi, in caso di controllo la ricostruzione può essere diversa. La forma non prevale sulla sostanza.

Tuo figlio paga direttamente le bollette

Se invece di mandarti i soldi tuo figlio paga la bolletta dal proprio conto, quel denaro non transita mai dal tuo conto. Non è reddito e non è tuo patrimonio, perché non lo hai mai posseduto.

Non è un trucco: è un modo diverso di organizzare un aiuto familiare. La differenza con l’aggiramento è netta e vale la pena essere chiari. Un figlio che paga una bolletta intestata al genitore compie un atto naturale e trasparente. Spostare denaro prima del 31 dicembre per farlo sparire dalla fotografia patrimoniale è un’altra cosa — e per giunta non funziona, perché resta la giacenza media.

È un prestito, non un regalo

Ai fini dell’ISEE non cambia nulla: finché il denaro è sul tuo conto è patrimonio, indipendentemente dal fatto che tu debba restituirlo. La natura di prestito rileva semmai in altri contesti, non nel calcolo patrimoniale.

Tuo figlio ti rimborsa una spesa che hai anticipato per lui

Anche in questo caso il denaro che entra sul tuo conto conta come patrimonio nella fotografia di fine anno e nella giacenza media. Conserva però le ricevute delle spese anticipate: se dovessero esserci controlli, dimostrano che non si trattava di un incremento reale del tuo patrimonio.

Non confondere con l’assegno di mantenimento

Se ricevi un assegno di mantenimento stabilito da un giudice a seguito di separazione o divorzio, quello è reddito ai fini ISEE e va dichiarato come tale. È una situazione completamente diversa dall’aiuto spontaneo di un figlio.

Cosa fare adesso

1. Trova i due numeri giusti — e attenzione all’anno. Ti servono il saldo al 31 dicembre e la giacenza media annua. Ma di quale anno? Il patrimonio che entra nell’ISEE è quello del secondo anno precedente: per l’ISEE 2026 devi guardare il 31 dicembre 2024, non il 2025. È l’errore più comune, e porta a fare calcoli su numeri che non c’entrano.

La giacenza media è indicata nella documentazione che la banca invia una volta l’anno; se non la trovi, la chiedi allo sportello o la scarichi dall’home banking.

2. Confronta il valore più alto con la soglia. Prendi il maggiore tra saldo e giacenza media, somma i conti di tutti i componenti del nucleo (con le quote per i cointestati) e confronta il totale con la tabella qui sopra. Se sei vicino al limite, il margine va calcolato bene: puoi usare il nostro calcolatore ADI per una prima verifica.

3. Presenta la DSU con i documenti in mano. Al CAF o al patronato il servizio è gratuito, oppure puoi usare la DSU precompilata sul portale INPS con SPID. Porta la documentazione bancaria e, se ricevi bonifici regolari da un familiare, dillo esplicitamente: servono a essere classificati correttamente come liberalità, non come redditi.

Quando serve una persona vera

Per compilare la DSU, patronati e CAF sono gratuiti. È il canale giusto nella grande maggioranza dei casi.

Se la situazione è più complessa — conto cointestato con un familiare residente all’estero, importi consistenti, patrimoni misti — un commercialista può valutare la posizione complessiva, cosa che il patronato non fa.

Se l’ISEE è già stato elaborato con un errore di classificazione, chiedi assistenza al patronato per una DSU sostitutiva o, se il beneficio è già stato negato, per il ricorso. Nessuno può garantirti l’esito: ogni posizione viene valutata singolarmente.


Questa guida ha finalità informative. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un CAF, a un patronato o a un professionista abilitato.

Le fonti

  • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento ISEE), art. 4 — reddito; art. 5 — patrimonio; art. 5 comma 4 — criterio del maggior valore tra saldo e giacenza media per conti e depositi
  • D.L. 4 maggio 2023, n. 48, art. 2 comma 2 lettera b), convertito con modificazioni in L. 3 luglio 2023, n. 85 — requisiti patrimoniali dell’Assegno di Inclusione
  • L. 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) — soglia ISEE per l’accesso all’ADI nel 2026
  • Istruzioni ministeriali per la compilazione della DSU, quadro FC2 — patrimonio mobiliare e casi di utilizzo del saldo in luogo della giacenza media
  • Portale INPS, sezione ISEE — servizio di DSU precompilata

Fonti verificate il 27 agosto 2026. Gli importi e le soglie sono soggetti a revisione annuale: se stai leggendo questo articolo molto dopo tale data, verifica gli aggiornamenti.

Hai bisogno di aiuto concreto?

Le guide su questo sito sono gratuite e aggiornate, ma non sostituiscono una consulenza personale. Per pensioni, invalidità e bonus rivolgiti gratuitamente a un patronato o a un CAF nella tua città.

📞 Contact Center INPS

803 164

Gratuito da rete fissa · Lun–Ven 8–20

Da cellulare: 06 164 164

📍 Patronati e CAF vicino a te

INCA CGIL · ENAC · ACLI · CAF CISL · CAF UIL

Tutti gratuiti per pensioni, invalidità, ISEE e domande INPS

Pensione sospesa o bonus bloccato? Non aspettare. Vai subito al patronato con il documento d’identità — risolvono quasi sempre in 1–2 settimane, senza costi.

Altri articoli

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *