Sussidi Statali

Assegno di mantenimento e assegno divorzile 2026: le differenze, i criteri della Cassazione e chi paga le tasse

Hai bisogno di una simulazione rapida?

Usa i nostri strumenti gratuiti per calcolare bonus, tutele e agevolazioni in modo immediato, sicuro e aggiornato al 2026.

📊
Calcolatore ISEE 2026
Stima l’ISEE e scopri i bonus
👶
Assegno Unico
Calcola l’importo mensile
🎯
Quiz Sussidi 2026
Scopri i sussidi che ti spettano
⚖️
Verifica Condanne
Impatto su concorsi e bonus
💼
Calcolatore NASpI
Stima durata e importo mensile
Simulatore Pensione
Scopri quando vai in pensione
🏠
Bonus Casa 2026
Calcola le detrazioni ristrutturazione
🤝
Calcolatore ADI
Assegno di Inclusione 2026

“Mantenimento” è la parola che tutti usano, ma dietro ci sono tre assegni diversi, con regole, criteri e perfino tassazione diversi: il mantenimento per i figli, il mantenimento per il coniuge separato e l’assegno divorzile per l’ex coniuge. Confonderli porta ad aspettative sbagliate — e a errori nella dichiarazione dei redditi che costano cari.

I tre assegni a confronto

Mantenimento figli Mantenimento coniuge (separazione) Assegno divorzile
Base normativa Art. 337-ter c.c. Art. 156 c.c. Art. 5 L. 898/1970
A chi spetta Sempre ai figli (anche maggiorenni non autosufficienti) Al coniuge senza adeguati redditi propri, se non c’è addebito a suo carico All’ex coniuge privo di mezzi adeguati che non può procurarseli per ragioni oggettive
Criterio Tenore di vita del figlio, tempi di permanenza, risorse di entrambi Tenore di vita matrimoniale (in linea di massima) Criterio composito: autosufficienza + funzione compensativa (SS.UU. 18287/2018)
Tassazione per chi lo riceve Non tassato Tassato come reddito (IRPEF) Tassato come reddito (IRPEF)
Deducibilità per chi lo versa Non deducibile Deducibile dal reddito Deducibile dal reddito (se periodico)

Il mantenimento per i figli: come si calcola davvero

Non esiste una tabella nazionale obbligatoria. Il giudice (o l’accordo) considera:

  • le esigenze attuali del figlio e il tenore di vita goduto durante la convivenza;
  • i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
  • le risorse economiche di entrambi e la valenza dei compiti di cura assunti.

Alcuni tribunali usano prassi orientative (in passato, parametri tipo 25% del reddito per un figlio, intorno al 40% per due), ma sono indicazioni, non legge. Il mantenimento dura finché il figlio non è economicamente autosufficiente — non si interrompe automaticamente a 18 anni.

L’assegno al coniuge separato

Durante la separazione il matrimonio esiste ancora: resta il dovere di assistenza materiale. Il coniuge cui non è addebitata la separazione e che non ha redditi adeguati a mantenere un tenore di vita analogo a quello matrimoniale può ottenere un assegno. Conta la disparità economica concreta: durata del matrimonio, capacità lavorativa, età, contributo dato alla famiglia.

L’assegno divorzile dopo le Sezioni Unite 2018

Con il divorzio cambia tutto. La storica sentenza Cassazione SS.UU. 18287/2018 ha superato il criterio del “tenore di vita matrimoniale”: l’assegno divorzile oggi ha natura assistenziale e, in pari misura, compensativa e perequativa. In pratica il giudice valuta:

  1. se l’ex coniuge richiedente ha mezzi adeguati o può procurarseli;
  2. se lo squilibrio economico deriva da scelte condivise durante il matrimonio — tipicamente chi ha rinunciato alla carriera per la famiglia;
  3. la durata del matrimonio, l’età, il contributo alla formazione del patrimonio comune e dell’altro.

Tradotto: il matrimonio breve senza figli e senza sacrifici professionali difficilmente genera un assegno divorzile. Vent’anni di matrimonio in cui uno ha cresciuto i figli rinunciando al lavoro, sì.

Una tantum: la liquidazione in unica soluzione

L’assegno divorzile può essere sostituito, su accordo e con valutazione di equità del tribunale, da una corresponsione in unica soluzione (art. 5, comma 8, L. 898/1970). Vantaggi: chiude per sempre la partita (nessuna revisione futura, niente reversibilità, niente quota TFR). Attenzione fiscale: l’una tantum non è deducibile per chi la versa e non è tassata per chi la riceve.

Revisione: gli assegni non sono per sempre uguali

Sia il mantenimento che l’assegno divorzile possono essere modificati se cambiano le circostanze: perdita del lavoro, nuova convivenza del beneficiario (che per la giurisprudenza recente incide sull’assegno divorzile — Cass. SS.UU. 32198/2021), nascita di altri figli, pensionamento. Serve un ricorso di modifica delle condizioni: nulla cambia automaticamente.

Riferimenti normativi e giurisprudenziali

  • Codice civile, artt. 156, 337-ter
  • Legge 898/1970, art. 5 (assegno divorzile)
  • Cass. Sezioni Unite 18287/2018 (criteri dell’assegno divorzile)
  • Cass. Sezioni Unite 32198/2021 (nuova convivenza e assegno divorzile)
  • TUIR (D.P.R. 917/1986), artt. 10 e 50 (deducibilità e tassazione degli assegni periodici al coniuge)

Domande frequenti

Devo dichiarare nel 730 il mantenimento che ricevo per i figli?

No: la quota destinata ai figli non è reddito imponibile. L’assegno per il coniuge/ex coniuge invece sì. Se il provvedimento indica una cifra unica senza distinguere, si presume destinata ai figli al 50%.

Ho perso il lavoro: posso smettere di pagare il mantenimento?

No, non unilateralmente: l’obbligo resta finché un giudice non lo modifica. Smettere di pagare espone a precetto, pignoramento e al reato dell’art. 570-bis c.p. Va depositato subito un ricorso di modifica.

Se il mio ex va a convivere con un’altra persona, l’assegno divorzile sparisce?

La convivenza stabile incide: secondo le Sezioni Unite 32198/2021 fa venir meno la componente assistenziale, ma può residuare una componente compensativa per i sacrifici fatti durante il matrimonio. Serve comunque un ricorso.

Il mantenimento dei figli finisce a 18 anni?

No. Continua finché il figlio non raggiunge l’autosufficienza economica (o non la raggiunge per sua colpevole inerzia, valutata con più severità dopo i 30 anni dalla giurisprudenza recente).

Hai bisogno di aiuto concreto?

Le guide su questo sito sono gratuite e aggiornate, ma non sostituiscono una consulenza personale. Per pensioni, invalidità e bonus rivolgiti gratuitamente a un patronato o a un CAF nella tua città.

📞 Contact Center INPS

803 164

Gratuito da rete fissa · Lun–Ven 8–20

Da cellulare: 06 164 164

📍 Patronati e CAF vicino a te

INCA CGIL · ENAC · ACLI · CAF CISL · CAF UIL

Tutti gratuiti per pensioni, invalidità, ISEE e domande INPS

Pensione sospesa o bonus bloccato? Non aspettare. Vai subito al patronato con il documento d’identità — risolvono quasi sempre in 1–2 settimane, senza costi.

Altri articoli

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *