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Assegno Unico e genitori separati 2026: a chi spetta, la regola del 50% e come farsi versare la propria metà

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L’Assegno Unico e Universale è il principale sostegno economico per chi ha figli — e dopo una separazione diventa regolarmente terreno di scontro. Chi lo incassa? Si divide? Cosa succede se l’ex continua a prendere tutto? Le regole esistono e sono precise, ma vanno conosciute: l’INPS non ripartisce nulla d’ufficio se nessuno glielo chiede.

La regola generale: 50% a ciascun genitore

Il D.Lgs. 230/2021 (art. 6) stabilisce che l’assegno è corrisposto in pari misura tra chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di genitori separati o divorziati con affidamento condiviso — che è la regola in Italia — la ripartizione standard è 50% e 50%, ciascuno sul proprio IBAN.

Nella domanda (o nella domanda già attiva) il genitore richiedente indica la modalità di ripartizione. L’altro genitore può in qualsiasi momento accedere alla domanda e modificare la scelta, inserendo il proprio IBAN per ottenere la sua metà.

Quando un genitore può avere il 100%

Situazione Chi incassa
Affidamento condiviso (standard) 50% ciascuno, salvo accordo diverso
Accordo tra i genitori per il versamento a uno solo 100% al genitore indicato nell’accordo
Affidamento esclusivo 100% al genitore affidatario (salvo diversa decisione del giudice)
Provvedimento del giudice che indica il genitore destinatario 100% al genitore indicato
Unico genitore esercente la responsabilità 100% a quel genitore

L’accordo per il 100% a un solo genitore va dichiarato nella domanda: spesso è inserito direttamente nelle condizioni di separazione (“l’Assegno Unico sarà percepito interamente dalla madre, quale contributo al mantenimento” oppure conteggiato dentro l’assegno di mantenimento).

Quale ISEE si usa: il punto che cambia gli importi

L’importo dell’Assegno Unico dipende dall’ISEE del nucleo in cui è inserito il figlio — cioè, di regola, quello del genitore con cui il figlio risiede. Conseguenze pratiche:

  • se il figlio risiede con la madre, conta l’ISEE del nucleo della madre, anche per la metà versata al padre;
  • il padre non residente con il figlio non presenta un proprio ISEE per l’assegno: la sua metà è calcolata sullo stesso ISEE;
  • dopo la separazione l’ISEE del nucleo con i figli di solito scende (esce il reddito dell’ex): l’assegno quindi aumenta per entrambi. Ma solo se la DSU viene aggiornata.

Senza ISEE aggiornato, l’INPS eroga l’importo minimo. Aggiornare la DSU dopo la separazione è quasi sempre la mossa che fa salire l’assegno.

La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori

La maggiorazione prevista quando entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro spetta, secondo le indicazioni INPS, anche ad alcune configurazioni di genitori separati con affidamento condiviso ed entrambi lavoratori. È un dettaglio tecnico che vale qualche decina di euro al mese: verifica la tua posizione nella domanda o tramite patronato.

Se l’ex incassa tutto e non ti spetta: come correggere

  1. Accedi a MyINPS con SPID/CIE → servizio “Assegno Unico e Universale”.
  2. Apri la domanda esistente relativa ai figli.
  3. Nella sezione di ripartizione, seleziona il pagamento al 50% e inserisci il tuo IBAN.
  4. L’INPS aggiorna la ripartizione dalle mensilità successive (non ha effetto retroattivo automatico).

Se c’è un provvedimento del giudice che dispone diversamente, va allegato/dichiarato: prevale sull’opzione unilaterale.

Errori frequenti

  • Non aggiornare l’ISEE dopo la separazione: si resta sull’importo calcolato con i redditi di coppia.
  • Credere che il 50% sia “rinunciabile” solo a parole: serve l’accordo dichiarato o il provvedimento, altrimenti l’altro genitore può sempre riattivare la sua metà.
  • Confondere Assegno Unico e mantenimento: sono indipendenti. L’assegno INPS non sostituisce né riduce automaticamente il mantenimento, salvo che l’accordo o il giudice ne abbiano tenuto conto.
  • Dimenticare i nuovi nati da nuove relazioni: ricompongono il quadro delle maggiorazioni e dei carichi.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 230/2021, art. 6 (ripartizione tra i genitori)
  • Circolare INPS 23/2022 e messaggi successivi sulla ripartizione al 50% tra genitori separati
  • DPCM 159/2013 (nucleo ISEE del minore)
  • Codice civile, art. 337-ter (provvedimenti riguardo ai figli)

Domande frequenti

Il giudice ha stabilito che l’assegno spetta tutto a me: l’INPS lo sa automaticamente?

No. Devi indicarlo nella domanda dichiarando il provvedimento. L’INPS non legge le sentenze di separazione d’ufficio.

L’Assegno Unico riduce l’assegno di mantenimento?

Non automaticamente. Molti accordi e sentenze però ne tengono conto nel quantificare il mantenimento: leggi cosa prevede il tuo provvedimento.

Posso chiedere gli arretrati della mia metà che ha incassato l’ex?

Verso l’INPS no, se la ripartizione dichiarata era al 100% a lui/lei. Puoi rivalertene in sede civile come somme percepite per conto del figlio, ma è un terreno conflittuale: meglio sistemare subito la ripartizione.

Genitori mai sposati e separati: vale la stessa regola?

Sì: conta l’esercizio della responsabilità genitoriale, non il matrimonio. Affidamento condiviso = 50% ciascuno, salvo accordo o provvedimento diverso.

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