Hai la partita IVA, sei iscritto alla Gestione Separata INPS e quest’anno hai guadagnato molto meno degli anni precedenti. Esiste un ammortizzatore sociale pensato esattamente per questa situazione: si chiama ISCRO, vale da 255 a 817 euro al mese per 6 mesi, e puoi ottenerlo senza smettere di lavorare.
Molti freelance non lo conoscono o pensano di non averne diritto. Questa guida spiega tutto — requisiti aggiornati al 2026, come si calcola l’importo, quando fare domanda e le novità dell’anno.
Cos’è l’ISCRO
ISCRO sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. È un sostegno al reddito per i lavoratori autonomi con partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS che hanno subito un calo significativo dei propri guadagni.
La differenza fondamentale rispetto alla NASpI: l’ISCRO non richiede di smettere di lavorare. Puoi continuare a svolgere la tua attività mentre la percepisci — anzi, chiudere la partita IVA durante l’erogazione fa perdere l’indennità con obbligo di restituzione.
L’ISCRO è stata introdotta in via sperimentale nel 2021 e resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2024. Nel 2026 è a pieno regime, con importi aggiornati dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.
Chi può richiederla: i requisiti 2026
Per ottenere l’ISCRO nel 2026, devi soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:
Requisito 1 — Essere un libero professionista con Gestione Separata
L’ISCRO spetta ai liberi professionisti (titolari di partita IVA che esercitano per professione abituale un’arte o professione) iscritti alla Gestione Separata INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26, L. 335/1995.
Non spetta a:
- Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) — per loro c’è la DIS-COLL
- Professionisti iscritti a casse previdenziali proprie (avvocati con Cassa Forense, commercialisti con CNPADC, ingegneri con Inarcassa, ecc.)
- Artigiani e commercianti iscritti alle gestioni INPS specifiche
Requisito 2 — Partita IVA attiva da almeno 3 anni
La partita IVA deve essere attiva da almeno 3 anni alla data di presentazione della domanda per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla Gestione Separata.
Novità 2026: Con il messaggio INPS n. 1129 del 31 marzo 2026, l’INPS ha chiarito che la mancata iscrizione formale alla Gestione Separata non blocca automaticamente l’accesso all’ISCRO, se i contributi risultano comunque versati correttamente. In caso di domanda respinta per motivi formali ma con contributi regolari, vale la pena contestare il rigetto.
Requisito 3 — Calo di reddito superiore al 30%
Il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni ancora precedenti.
In parole semplici: se nel 2025 hai guadagnato meno del 70% della media di 2023 e 2024, hai il requisito del calo di reddito.
Esempio:
- 2023: 18.000 euro
- 2024: 14.000 euro
- Media 2023-2024: 16.000 euro
- 70% di 16.000 = 11.200 euro
- Se nel 2025 hai guadagnato meno di 11.200 euro → requisito soddisfatto
Requisito 4 — Reddito dell’anno precedente non superiore a 12.749 euro
Il reddito dell’anno precedente alla domanda (2025 per la domanda 2026) non deve superare 12.749,18 euro — importo rivalutato ISTAT per il 2026.
Questo limite esclude chi, pur avendo avuto un calo percentuale significativo, parte comunque da redditi relativamente alti.
Requisito 5 — Non essere pensionato né iscritto ad altra previdenza obbligatoria
Al momento della domanda non devi essere:
- Titolare di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, invalidità previdenziale)
- Iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria (dipendente, co.co.co., altra cassa)
Requisito 6 — Non percepire l’Assegno di Inclusione
Non devi essere beneficiario dell’ADI (Assegno di Inclusione) né al momento della domanda né durante tutto il periodo di erogazione. Chi percepisce entrambi è soggetto a decadenza dall’ISCRO.
Requisito 7 — DURC in regola
Devi essere in regola con i contributi previdenziali obbligatori (Gestione Separata INPS). Il DURC viene verificato dall’INPS automaticamente.
Quanto vale: importo e calcolo preciso
L’importo dell’ISCRO 2026 non può essere inferiore al minimo mensile di 255,53 euro e non può superare il massimo mensile di 817,69 euro, come stabilito dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.
La formula di calcolo
L’importo mensile è pari al 25% della media semestrale dei redditi dichiarati nei due anni precedenti all’anno prima della domanda.
Passaggi del calcolo:
- Somma i redditi dei due anni di riferimento
- Dividi per 2 (calcola la media annua)
- Dividi ancora per 2 (converti in base semestrale)
- Moltiplica per 25%
Esempio pratico:
Per una domanda presentata nel 2026, gli anni di riferimento sono 2023 e 2024.
- Reddito 2023: 9.000 euro
- Reddito 2024: 7.000 euro
- Somma: 16.000 euro
- Media annua: 16.000 / 2 = 8.000 euro
- Base semestrale: 8.000 / 2 = 4.000 euro
- ISCRO mensile: 4.000 × 25% = 1.000 euro
Ma poiché il massimale è 817,69 euro, l’importo erogato sarà 817,69 euro al mese.
Altro esempio con redditi più bassi:
- Reddito 2023: 6.000 euro
- Reddito 2024: 5.000 euro
- Media annua: 5.500 euro
- Base semestrale: 2.750 euro
- ISCRO mensile: 2.750 × 25% = 687,50 euro
In questo caso l’importo è tra il minimo e il massimo — si ricevono esattamente 687,50 euro al mese.
Durata e decorrenza
L’ISCRO viene erogata per 6 mensilità a partire dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
Non è retroattiva — prima si fa domanda, prima inizia a decorrere. Chi ha diritto all’ISCRO e aspetta il 31 ottobre per fare domanda perde mesi di indennità.
Il vincolo del biennio
Dopo aver percepito l’ISCRO, non è possibile richiederla di nuovo per i due anni successivi all’inizio del periodo di fruizione. Se la percepisci nel 2026, puoi richiederla di nuovo al più presto nel 2028 (per il periodo 2028).
Quando fare domanda: la finestra temporale
La domanda può essere presentata dal 1° maggio al 31 ottobre di ogni anno.
Per il 2026:
- Apertura: 1° maggio 2026
- Scadenza: 31 ottobre 2026
- Nessuna proroga prevista — superata questa data, non si può più fare domanda per il 2026
Come si fa la domanda: la procedura
Metodo 1 — Online su MyINPS (il più semplice)
- Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS
- Cerca “ISCRO” nella barra di ricerca
- Seleziona il servizio “ISCRO — Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa”
- Compila il modulo: devi autocertificare i redditi degli anni di riferimento (2023 e 2024 per la domanda 2026)
- Invia la domanda
Metodo 2 — Tramite patronato (consigliato se non hai dimestichezza digitale)
Il patronato (INCA CGIL, ENAC, ACLI e altri) presenta la domanda gratuitamente. Porta con te i tuoi redditi degli ultimi anni (dichiarazione dei redditi, modello Redditi PF o dati del CU se disponibile).
Documentazione necessaria:
- SPID o CIE per l’accesso al portale INPS
- Redditi dichiarati per il 2023 e il 2024 (già presenti nell’Agenzia delle Entrate, che li comunica all’INPS)
- Nessun documento cartaceo da allegare — tutto viene verificato automaticamente con l’Agenzia delle Entrate
Compatibilità e incompatibilità
Compatibile con:
- ✅ Continuazione dell’attività con partita IVA
- ✅ Redditi da lavoro autonomo (anche durante l’erogazione)
- ✅ Indennità di maternità INPS
- ✅ Bonus e agevolazioni fiscali ordinarie
Non compatibile con:
- ❌ Pensioni dirette (vecchiaia, anticipata, invalidità)
- ❌ NASpI e DIS-COLL
- ❌ Assegno di Inclusione (ADI)
- ❌ Cariche parlamentari con indennità di funzione
- ❌ Iscrizione ad altra forma previdenziale obbligatoria
La formazione professionale: obbligo o raccomandazione?
I beneficiari dell’ISCRO sono tenuti a partecipare a percorsi di aggiornamento professionale. Tuttavia, con il Decreto Coesione 2024 convertito in Legge, la partecipazione ai percorsi di aggiornamento professionale non è più considerata come un requisito necessario per ricevere l’indennità, ma come una misura di accompagnamento.
In pratica: se ti viene proposto un percorso formativo durante il periodo ISCRO, è opportuno partecipare — ma il mancato avvio dei percorsi (spesso non ancora attivati dalle Regioni) non fa decadere l’indennità.
Cosa succede se chiudi la partita IVA durante l’ISCRO
La chiusura della partita IVA durante il periodo di erogazione causa la decadenza immediata dall’ISCRO. L’INPS recupererà tutte le somme erogate dopo la data di cessazione dell’attività.
Attenzione: questa regola si applica anche se la chiusura è involontaria o per difficoltà economiche. Prima di chiudere la partita IVA, considera attentamente se stai percependo l’ISCRO.
ISCRO e tassazione
L’ISCRO concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF. Non è esente come l’accompagnamento o alcune altre prestazioni assistenziali. Va dichiarata nel modello Redditi o nel 730 dell’anno successivo.
Le novità 2026: il messaggio INPS n. 1129
Con il Messaggio INPS n. 1129 del 31 marzo 2026, l’INPS ha chiarito che la mancata iscrizione formale alla Gestione Separata non blocca automaticamente l’accesso all’ISCRO se i contributi sono stati versati correttamente. In passato, molte domande venivano respinte per omissione formale nonostante il corretto pagamento dei contributi. Questo chiarimento tutela i freelance che, pur pagando regolarmente, hanno avuto intoppi burocratici nell’iscrizione.
Se hai ricevuto un rigetto per questo motivo in anni precedenti, vale la pena contattare l’INPS o il patronato per valutare un riesame.
Riepilogo requisiti e dati 2026
| Dato | Valore 2026 |
|---|---|
| Chi può richiederla | Liberi professionisti Gestione Separata |
| Partita IVA minima | 3 anni di attività |
| Calo di reddito richiesto | Meno del 70% della media biennale |
| Limite reddito anno precedente | Max 12.749,18 euro |
| Importo minimo mensile | 255,53 euro |
| Importo massimo mensile | 817,69 euro |
| Calcolo | 25% della media semestrale biennale |
| Durata | 6 mesi |
| Finestra domanda | 1 maggio – 31 ottobre |
| Decorrenza | Dal giorno dopo la domanda |
| Vincolo successivo | Non richiedibile per 2 anni |
| Tassazione | Concorre al reddito IRPEF |
Domande frequenti
Ho la partita IVA da 2 anni e mezzo. Posso richiedere l’ISCRO a fine anno quando avrò 3 anni? Sì — se la partita IVA compie 3 anni prima del 31 ottobre 2026, puoi presentare la domanda entro quella data. Calcola la data esatta di apertura della partita IVA.
Ho guadagnato 8.000 euro nel 2025 contro una media di 20.000 euro nel 2023-2024. Ho diritto all’ISCRO? Il requisito del calo è soddisfatto (8.000 < 70% di 20.000 = 14.000 euro). Ma controlla il secondo requisito: il reddito 2025 deve essere sotto 12.749,18 euro. Con 8.000 euro sei sotto — puoi presentare domanda.
Posso continuare a fare fatture mentre percepisco l’ISCRO? Sì — l’ISCRO è compatibile con la continuazione dell’attività. Puoi fatturare normalmente. L’importante è non chiudere la partita IVA.
Sono un libero professionista iscritto all’Ordine degli Psicologi. Ho la Gestione Separata. Posso richiedere l’ISCRO? Dipende. Gli psicologi non hanno una cassa previdenziale propria di categoria, quindi si iscrivono alla Gestione Separata — e in questo caso sì, possono richiedere l’ISCRO. Verifica la tua posizione previdenziale.
Ho percepito l’ISCRO nel 2024. Posso richiederla di nuovo nel 2026? No — il vincolo biennale si calcola dall’inizio del periodo di fruizione. Se hai iniziato nel 2024 (es. giugno 2024), non puoi richiedere l’ISCRO prima di giugno 2026. Se l’hai iniziata a gennaio 2024, puoi richiederla da gennaio 2026.
L’ISCRO si somma al reddito per il calcolo dell’ISEE? Sì — l’ISCRO concorre al reddito IRPEF e viene considerata nell’ISEE dell’anno successivo. Tienilo presente se stai pianificando di richiedere prestazioni ISEE-dipendenti.
Dove fare la domanda e chi può aiutarti
Online: inps.it → cerca “ISCRO” → accedi con SPID o CIE
Patronato (gratuito):
- INCA CGIL → inca.it
- ENAC CISL → enac.it
- ACLI → acli.it
📞 Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) per informazioni generali
Fonti: Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, artt. 142-155), Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, Messaggio INPS n. 1129 del 31 marzo 2026, Decreto Coesione 2024 (L. 95/2024, art. 17-bis), portale INPS. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.
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