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DSA e ADHD all’università: le tutele che cambiano rispetto alla scuola e come attivare il PEP nel 2026

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La transizione dalla scuola superiore all’università è uno dei momenti più critici per gli studenti con DSA e ADHD. Non perché le tutele spariscano — anzi, rimangono e in alcuni casi si ampliano — ma perché il sistema funziona in modo completamente diverso e quasi nessuno lo spiega bene prima che lo studente si trovi davanti al primo appello. Questa guida colma quel vuoto: cosa cambia, cosa rimane, come si attivano le tutele all’università.

La differenza fondamentale rispetto alla scuola

Alla scuola, le tutele derivano dalla Legge 170/2010 e sono gestite dal consiglio di classe tramite il PDP. All’università, il quadro normativo è diverso: la Legge 17/1999 tutela gli studenti disabili, e la Legge 170/2010 si estende all’università ma con un’implementazione che varia significativamente da ateneo a ateneo.

La differenza pratica più importante: alla scuola il PDP viene predisposto d’ufficio una volta consegnata la diagnosi. All’università lo studente deve attivarsi autonomamente. Nessuno andrà a cercarlo. La diagnosi non viene trasferita automaticamente dalla scuola superiore all’università. Lo studente deve presentarsi all’ufficio preposto (di solito chiamato Ufficio Disabilità e DSA, o equivalente) e richiedere lui stesso le misure.

Il PEP: il Piano Educativo Personalizzato universitario

All’università il documento equivalente al PDP scolastico si chiama Piano Educativo Personalizzato (PEP) — o Piano Individualizzato, a seconda dell’ateneo. Viene predisposto dall’ufficio DSA dell’università sulla base della diagnosi e di un colloquio con lo studente.

Come attivarlo: al momento dell’immatricolazione (o non appena possibile se la diagnosi è arrivata dopo), presentarsi all’ufficio DSA dell’ateneo con la relazione diagnostica in corso di validità. La diagnosi deve essere recente — la maggior parte degli atenei accetta diagnosi effettuate nell’ultimo anno o che attestino che il disturbo è persistente nell’adulto. Alcune diagnosi fatte a 8 anni potrebbero richiedere una rivalutazione per essere accettate.

Cosa prevede il PEP: tempo aggiuntivo agli esami (di norma il 30%, come alla scuola), possibilità di usare il computer agli esami scritti, esami orali al posto di scritti (o viceversa) quando il disturbo lo rende necessario, materiali didattici in formato accessibile, modalità di consegna degli elaborati flessibili, supporto di un tutor didattico specifico.

Le misure specifiche: cosa si può chiedere

Tempo aggiuntivo agli esami

Il 30% di tempo aggiuntivo è la misura più comune e più garantita. Come alla scuola, non è un vantaggio — è la compensazione di una difficoltà strutturale. Per gli esami scritti con limite di tempo, lo studente può richiedere di avere 30 minuti aggiuntivi su 90 minuti di esame, o 60 minuti aggiuntivi su 3 ore.

Computer e software

Molti atenei mettono a disposizione computer con software di sintesi vocale, dizionario ortografico e strumenti di supporto durante gli esami scritti. Alcuni richiedono che lo studente porti il proprio computer — in questo caso l’ufficio DSA deve certificare la necessità dello strumento per evitare contestazioni.

Registrazione delle lezioni

Gli studenti con DSA e ADHD hanno il diritto di registrare le lezioni per uso personale, anche dove il regolamento generale lo vieta. La registrazione non può essere distribuita o pubblicata, ma per uso di studio personale è una misura compensativa che molti atenei riconoscono esplicitamente nel PEP.

Sessioni d’esame aggiuntive

Alcuni atenei prevedono sessioni d’esame aggiuntive per gli studenti con DSA/ADHD, specialmente per le prove scritte nelle sessioni ordinarie. Non è garantito ovunque — verifica con il tuo ateneo specifico.

Il tutor specializzato

Molti atenei offrono un servizio di tutoraggio specializzato per studenti con DSA/ADHD — figure che aiutano con l’organizzazione del materiale di studio, le strategie di apprendimento, la gestione del tempo. Il servizio è spesso gratuito o a costo ridotto e può fare una differenza significativa per gli studenti con ADHD che faticano con la pianificazione autonoma.

I sussidi economici all’università

Gli studenti con DSA e ADHD non hanno diritto a sussidi economici specifici solo per il disturbo all’università. Ma accedono alle stesse agevolazioni degli altri studenti su base ISEE — borse di studio, esonero dalle tasse, alloggi universitari — con alcune condizioni specifiche.

Borsa di studio DSU: le borse di studio regionali per il diritto allo studio universitario hanno requisiti di merito (numero di crediti conseguiti). Per gli studenti con DSA/ADHD che hanno difficoltà a mantenere il passo dei crediti, alcuni atenei permettono di presentare una relazione che documenta il disturbo per ottenere una deroga ai requisiti di merito. Non è automatico — va richiesto esplicitamente all’ufficio DSA e poi all’ente regionale per il diritto allo studio.

Esonero o riduzione delle tasse universitarie: basato sull’ISEE come per tutti gli studenti. La presenza di DSA/ADHD non modifica l’ISEE, ma se il disturbo ha portato a un riconoscimento di invalidità civile, l’ISEE universitario include componenti specifiche per la disabilità.

Proroga della borsa di studio: per gli studenti con DSA/ADHD che impiegano più del tempo standard per completare il percorso universitario, molti atenei prevedono la possibilità di prorogare la borsa di studio o l’esonero tasse oltre il limite standard. Richiede documentazione del disturbo e richiesta formale.

ADHD e farmacoterapia all’università

Per gli studenti con ADHD in trattamento farmacologico, l’università non interferisce con il trattamento. Ma vale la pena ricordare che i farmaci per l’ADHD (metilfenidato, atomoxetina) rientrano nella fascia A del prontuario farmaceutico e sono gratuiti con ricetta del neuropsichiatra — una voce di spesa che molte famiglie non sanno che non devono pagare. Verifica con il neuropsichiatra che il farmaco sia prescritto in modo da beneficiare della gratuità SSN.

Leggi anche: La mappa completa dopo la diagnosiDSA e ADHD a scuolaStudente disabile all’università: tutti i dirittiLegge 104 e università.

Fonti: L. 17/1999 (diritto allo studio universitario per disabili); L. 170/2010 art. 5 (estensione tutele all’università); Linee Guida CRUI per l’inclusione degli studenti con DSA 2014; D.Lgs. 68/2012 (diritto allo studio universitario); ISS, Linee Guida ADHD 2024 — sezione età adulta. Aggiornato giugno 2026.

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