Sussidi Statali

DSA e ADHD a scuola: PDP, misure compensative e dispensative — cosa può e non può fare la scuola nel 2026

Hai bisogno di una simulazione rapida?

Usa i nostri strumenti gratuiti per calcolare bonus, tutele e agevolazioni in modo immediato, sicuro e aggiornato al 2026.

📊
Calcolatore ISEE 2026
Stima l’ISEE e scopri i bonus
👶
Assegno Unico
Calcola l’importo mensile
🎯
Quiz Sussidi 2026
Scopri i sussidi che ti spettano
⚖️
Verifica Condanne
Impatto su concorsi e bonus
💼
Calcolatore NASpI
Stima durata e importo mensile
Simulatore Pensione
Scopri quando vai in pensione
🏠
Bonus Casa 2026
Calcola le detrazioni ristrutturazione
🤝
Calcolatore ADI
Assegno di Inclusione 2026

Hai portato la diagnosi alla scuola. Adesso cosa succede — o meglio, cosa dovrebbe succedere? La Legge 170/2010 è chiara: la scuola ha obblighi precisi verso gli studenti con DSA e ADHD. Il problema è che questi obblighi spesso vengono disattesi, ridimensionati o applicati in modo formale senza sostanza reale. Questa guida spiega cosa spetta per legge, come funziona il PDP nella pratica, cosa non può fare la scuola, e come muoversi quando le cose non funzionano.

Il PDP: cos’è e chi lo fa

Il Piano Didattico Personalizzato è il documento che formalizza le misure adottate dalla scuola per lo studente con DSA o ADHD. Non è un piano educativo individualizzato come il PEI per i disabili con Legge 104 — è un piano che adatta le modalità di insegnamento e valutazione senza modificare gli obiettivi di apprendimento.

Chi lo fa: il consiglio di classe (alle superiori) o il team docenti (alle primarie e medie), in collaborazione con la famiglia e, quando possibile, con lo specialista che ha effettuato la diagnosi. La famiglia ha il diritto di partecipare attivamente alla stesura del PDP e di firmarlo — la firma non è solo una formalità, è una condivisione del piano.

Entro quando: la legge non fissa un termine preciso, ma le Linee Guida MIUR indicano entro il primo trimestre dell’anno scolastico per chi ha già diagnosi. Per chi porta la diagnosi durante l’anno, il PDP dovrebbe essere predisposto entro due mesi dalla consegna. Se la scuola non lo fa, la famiglia può sollecitare formalmente per iscritto.

Le misure compensative: cosa sono e come si usano

Le misure compensative sono strumenti che aiutano lo studente a compensare la difficoltà legata al disturbo, senza eliminarla. Non sono un “aiuto in più” — sono un livellamento del campo di gioco rispetto agli altri studenti.

Tempo aggiuntivo. Il 30% di tempo in più per le verifiche scritte è la misura più comune e più impattante. Uno studente con dislessia che impiega il 40% di tempo in più per leggere un testo non è più lento per scelta — è penalizzato strutturalmente se gli viene dato lo stesso tempo degli altri. Il 30% è la soglia minima standard, ma il PDP può prevedere percentuali diverse in base alla valutazione specifica.

Calcolatrice. Per la discalculia o per le aree numeriche nei disturbi misti. Nelle verifiche di matematica lo studente può usare la calcolatrice non perché non debba imparare — ma perché il disturbo riguarda il calcolo automatico, non la comprensione del problema.

Mappe concettuali e schemi. Portare mappe predisposte dallo studente o dal docente agli interrogazioni e alle verifiche. Per uno studente con difficoltà di memoria di lavoro o di organizzazione dell’informazione, la mappa è il supporto che permette di dimostrare la conoscenza invece di bloccarsi sul recupero dell’informazione.

Sintesi vocale e testi digitali. Il computer con software di lettura per i testi delle verifiche. Fondamentale per i dislessici severi che non riescono a decodificare il testo scritto in modo fluido. Non è un vantaggio competitivo — è l’equivalente degli occhiali per un miope.

Dizionario ortografico e correttore automatico. Per la disortografia nelle produzioni scritte. Il disturbo riguarda il processo di codifica ortografica — usare uno strumento di supporto non cambia la capacità di comunicare i contenuti.

Le misure dispensative: da cosa si può essere esonerati

Le misure dispensative sono esenzioni da attività che penalizzano direttamente il disturbo senza misurare competenze disciplinari reali.

Lettura ad alta voce in classe. Per i dislessici severi, leggere ad alta voce di fronte ai compagni è un’esperienza umiliante e non misura la comprensione del testo. Il PDP può prevedere l’esonero dalla lettura ad alta voce.

Copiatura dalla lavagna. Per gli studenti con disgrafia o con velocità di elaborazione ridotta. L’esonero prevede che ricevano i materiali in altro formato (fotocopie, file digitali, materiali pre-stampati).

Valutazione dell’ortografia. Per la disortografia, il PDP può prevedere che gli errori ortografici non vengano considerati nella valutazione delle produzioni scritte — si valuta il contenuto, non la correttezza ortografica.

Studio mnemonico delle tabelline. Per la discalculia. Lo studente usa la calcolatrice anche per le moltiplicazioni invece di doverle recuperare dalla memoria automatica.

Cosa la scuola non può fare

Rifiutarsi di fare il PDP. È un obbligo di legge, non una discrezionalità. Se la scuola rifiuta o procrastina indefinitamente, la famiglia può presentare un reclamo scritto al dirigente scolastico e, se necessario, all’Ufficio Scolastico Regionale (USR).

Bocciare per i soli effetti del disturbo. La valutazione deve tener conto delle difficoltà legate al DSA. Uno studente che non riesce a copiare dalla lavagna non può essere bocciato perché il quaderno è incompleto — se il PDP prevede l’esonero dalla copiatura e la scuola non ha fornito i materiali alternativi.

Valutare negativamente prove non adattate. Se il PDP prevede tempo aggiuntivo e la scuola somministra la verifica senza darlo, quella valutazione non è valida ai fini del rispetto del PDP. La famiglia può contestarla formalmente.

Trattare il PDP come documento segreto. La famiglia ha il diritto di ricevere una copia del PDP firmato e di richiedere aggiornamenti in qualsiasi momento dell’anno scolastico.

ADHD a scuola: le specificità

L’ADHD non è classificato come DSA — è un disturbo del neurosviluppo che impatta principalmente sull’attenzione, l’impulsività e (nel tipo iperattivo) sull’attività motoria. Dal punto di vista scolastico, tuttavia, la Circolare MIUR n. 8/2013 estende le tutele della L. 170/2010 anche agli studenti con ADHD diagnosticato, nell’ambito del più ampio concetto di BES (Bisogni Educativi Speciali).

Le misure specifiche per l’ADHD che il PDP dovrebbe prevedere: compiti brevi con pause strutturate, seduta preferenziale vicino alla cattedra, verifiche suddivise in parti più brevi, possibilità di muoversi o fare pause brevi durante le ore, valutazione separata dei compiti a casa (difficilmente controllabile per chi ha difficoltà di autoregolazione), preferenza per le interrogazioni orali rispetto alle prove scritte cronometrate.

Cosa fare quando la scuola non rispetta il PDP

Il percorso di escalation ha tappe precise. Prima: comunicazione scritta al docente responsabile o al coordinatore di classe, specificando la misura non applicata. Seconda: se non si ottiene risposta adeguata, comunicazione scritta al dirigente scolastico con richiesta di intervento. Terza: se il problema persiste, segnalazione all’Ufficio Scolastico Regionale (USR) tramite il modulo di reclamo disponibile sul sito del MIUR. Quarta: in caso di bocciatura o valutazioni formalmente scorrette, ricorso al TAR.

Le associazioni di famiglie con DSA (AIDAI per l’ADHD, AID per la dislessia, AIRIPA per i disturbi dell’apprendimento) forniscono supporto legale e orientamento per i casi più complessi. Il supporto è spesso gratuito per i soci.

Leggi anche: La mappa completa dopo la diagnosiCome si ottiene la diagnosiIndennità di frequenza e detrazioni fiscaliDisabilità e scuola inclusiva: PEI e sostegno.

Fonti: L. 170/2010 (DSA, tutele scolastiche); DM MIUR 12 luglio 2011 (Linee Guida DSA); Circolare MIUR n. 8 del 6 marzo 2013 (BES e ADHD); DPR 122/2009 (valutazione scolastica); AIDAI (Associazione Italiana Disturbi Attenzione Iperattività). Aggiornato giugno 2026.

Hai bisogno di aiuto concreto?

Le guide su questo sito sono gratuite e aggiornate, ma non sostituiscono una consulenza personale. Per pensioni, invalidità e bonus rivolgiti gratuitamente a un patronato o a un CAF nella tua città.

📞 Contact Center INPS

803 164

Gratuito da rete fissa · Lun–Ven 8–20

Da cellulare: 06 164 164

📍 Patronati e CAF vicino a te

INCA CGIL · ENAC · ACLI · CAF CISL · CAF UIL

Tutti gratuiti per pensioni, invalidità, ISEE e domande INPS

Pensione sospesa o bonus bloccato? Non aspettare. Vai subito al patronato con il documento d’identità — risolvono quasi sempre in 1–2 settimane, senza costi.

Altri articoli

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *