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Bonus disoccupati 2026: NASpI, ADI e SFL

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Assegno di Inclusione 2026

Guida completa a quello che ti spetta se hai perso il lavoro

Perdere il lavoro è già di per sé uno stress enorme. Doversi orientare poi tra acronimi, circolari INPS e requisiti che cambiano ogni anno lo rende ancora più pesante.

Questo articolo nasce proprio per togliere quella fatica. Se hai perso il lavoro nel 2026 — o temi di perderlo — qui trovi una risposta chiara a una domanda semplice: cosa ti spetta dallo Stato, e come lo ottieni?

Le misure principali sono tre: la NASpI, per chi ha un contratto da dipendente alle spalle; l’Assegno di Inclusione (ADI), per le famiglie in difficoltà economica con almeno un componente fragile; e il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), per chi è occupabile ma non ha i requisiti per l’ADI. Vediamole una per una, con i numeri aggiornati al 2026.

💡 IMPATTO SUL TUO 730

NASpI — Fa reddito IRPEF? Sì. La NASpI è tassata come reddito da lavoro dipendente con ritenuta d’acconto del 23%. Se hai avuto altri redditi nello stesso anno potresti avere un conguaglio a debito nel 730. Se è il tuo unico reddito e stai sotto la no-tax area, hai diritto a rimborso.

ADI — Fa reddito IRPEF? No. L’Assegno di Inclusione è completamente esente da IRPEF.

SFL — Fa reddito IRPEF? No. Il Supporto Formazione e Lavoro è esente da IRPEF.

Incide sull’ISEE? NASpI sì, entra nell’ISEE dell’anno successivo. ADI e SFL no.

Rischio conguaglio? Solo per la NASpI, se cumulata con altri redditi nello stesso anno. Verifica sempre nel 730 che la ritenuta d’acconto copra l’imposta effettiva dovuta.


NASpI 2026: l’indennità di disoccupazione per chi aveva un contratto da dipendente

La NASpI — Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego — è il sussidio di disoccupazione “classico”. Se lavoravi con un contratto da dipendente e hai perso il lavoro senza volerlo, questa è la misura che ti riguarda.

Chi può richiederla

Per prima cosa, la perdita del lavoro deve essere involontaria. Questo significa che ci rientrano:

  • Il licenziamento (individuale o collettivo, per qualsiasi motivo)
  • La scadenza di un contratto a termine
  • La risoluzione consensuale davanti all’Ispettorato del Lavoro o in sede sindacale
  • Le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento dello stipendio, mobbing documentato, condizioni di lavoro insopportabili)
  • Le dimissioni durante la maternità o paternità nel periodo tutelato

Le dimissioni volontarie ordinarie, invece, escludono dal diritto alla NASpI. Se ti sei licenziato tu, non puoi richiederla — salvo le eccezioni sopra.

Oltre alla causa della perdita del lavoro, servono due requisiti contributivi:

  • Almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi

Attenzione novità 2025-2026: da gennaio 2025 è in vigore una stretta importante. Se nei 12 mesi prima di perdere il lavoro involontariamente ti eri dimesso volontariamente da un altro contratto a tempo indeterminato, devi aver accumulato almeno 13 settimane di contributi tra le dimissioni volontarie e il licenziamento successivo. Una norma pensata per contrastare il meccanismo delle “dimissioni strategiche” seguite dal licenziamento concordato.

Quanto si riceve

L’importo dipende da quanto guadagnavi. Il calcolo parte dalla retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni e funziona così:

  • Se la tua retribuzione media era uguale o inferiore a 1.456,72 euro: ricevi il 75% di quella cifra
  • Se era superiore a 1.456,72 euro: ricevi il 75% della soglia (pari a 1.092,54 euro) più il 25% della parte eccedente, fino al tetto massimo

Il massimale mensile lordo nel 2026 è 1.584,70 euro. Non importa quanto guadagnavi prima: non puoi ricevere più di quella cifra.

Questi importi sono stati rivalutati del +1,4% rispetto al 2025 grazie all’adeguamento ISTAT.

Esempio pratico: se guadagnavi 1.300 euro al mese di media, la tua NASpI sarà 975 euro lordi (75% di 1.300). Se guadagnavi 2.500 euro, il calcolo si complica ma la NASpI non supererà in ogni caso 1.584,70 euro.

Quanto dura

La NASpI dura la metà delle settimane di contributi maturate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (2 anni). Se hai lavorato ininterrottamente per 4 anni, hai diritto al massimo.

Attenzione: l’importo non resta fisso per tutta la durata. A partire dal 6° mese si riduce del 3% ogni mese. Se hai più di 55 anni, la riduzione parte dall’8° mese. Questo sistema (chiamato “décalage”) è pensato per incentivare la ricerca attiva di lavoro.

Cosa cambia se lavori mentre percepisci la NASpI

Se trovi un lavoro mentre sei in NASpI, non la perdi automaticamente:

  • Lavoro dipendente fino a 8.500 euro annui: la NASpI si riduce ma non cessa
  • Lavoro autonomo o partita IVA fino a 5.500 euro annui: stessa cosa, con obbligo di comunicare il reddito stimato all’INPS entro 30 giorni

Se superi queste soglie, la NASpI cessa.

Consiglio importante: se inizi qualsiasi attività lavorativa mentre sei in NASpI, anche una collaborazione occasionale, comunicalo subito all’INPS tramite il modello NASpI-COM. Non farlo è una delle cause più comuni di recupero del sussidio — e le sanzioni possono essere pesanti.

La novità 2026: l’anticipo non è più in un’unica soluzione

Se vuoi aprire un’attività o una cooperativa mentre sei in NASpI, puoi chiedere l’anticipazione dell’importo residuo in un’unica soluzione per finanziarla. Dal 2026, però, questo anticipo non arriva più tutto in una volta: si riceve il 70% subito e il restante 30% dopo le verifiche (entro 6 mesi dalla domanda). La seconda rata viene erogata solo se risulta che non hai trovato un nuovo lavoro dipendente e non hai diritto a pensione.

Come fare domanda

La domanda si presenta esclusivamente online sul portale INPS (servizi.inps.it) con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato (INCA CGIL, ENAC, o altri).

Scadenza da non dimenticare: hai 68 giorni dalla data di fine del rapporto di lavoro per presentare la domanda. Se presenti entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’8° giorno. Se presenti dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda — e perdi i giorni precedenti.

Dopo la domanda, entro 15 giorni devi contattare il Centro per l’Impiego di zona per attivare il Patto di Servizio e i percorsi di politica attiva.


ADI 2026: l’Assegno di Inclusione per le famiglie in difficoltà

L’Assegno di Inclusione non è pensato solo per i disoccupati, ma è spesso la misura più importante per chi si trova in una situazione di povertà conclamata, soprattutto se in famiglia ci sono persone fragili.

Abbiamo già pubblicato una guida completa sull’ADI — qui te ne diamo una sintesi orientata al tema della disoccupazione.

Chi può accedervi

L’ADI non spetta a chi è semplicemente senza lavoro. Per richiederlo, nel nucleo familiare deve esserci almeno un componente che rientri in una di queste categorie:

  • Minore di età
  • Over 60
  • Persona con disabilità riconosciuta
  • Persona in condizione di svantaggio, inserita in un programma certificato dai servizi socio-sanitari

Se sei single, under 60, senza figli e senza disabilità, l’ADI non fa per te — guarda la NASpI o l’SFL.

Quanto si riceve nel 2026

L’importo base arriva fino a 500 euro al mese, a cui si può aggiungere un contributo affitto fino a 280 euro al mese (3.640 euro annui). Gli importi sono stati rivalutati del +1,4% dal 1° gennaio 2026.

Il requisito economico principale è un ISEE familiare inferiore a 10.140 euro annui.

Novità importante: dal 2026 è eliminato il mese di sospensione obbligatorio tra la scadenza delle 18 mensilità e il rinnovo. Chi mantiene i requisiti non subisce interruzioni nell’accredito.

Come fare domanda

Online sul portale INPS con SPID o CIE, oppure tramite CAF o patronato. Prima di fare domanda, serve l’ISEE 2026 valido.


SFL 2026: il Supporto Formazione e Lavoro per chi è “occupabile”

Il Supporto Formazione e Lavoro è la misura meno conosciuta delle tre, eppure può essere molto utile per chi si trova in una zona grigia: troppo giovane e senza fragilità per l’ADI, ma senza i contributi necessari per la NASpI.

A chi si rivolge

L’SFL è pensato per persone tra i 18 e i 59 anni che sono senza lavoro e in difficoltà economica, ma il cui nucleo familiare non include minori, over 60, persone con disabilità o persone in carico ai servizi socio-sanitari — perché in quel caso si accede all’ADI.

In breve: è la misura per chi è considerato occupabile dallo Stato, cioè potenzialmente in grado di lavorare ma al momento senza impiego e senza reddito sufficiente.

I requisiti economici ricalcano quelli dell’ADI:

  • ISEE del nucleo familiare inferiore a 10.140 euro
  • Residenza in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi

Quanto si riceve e per quanto

L’SFL garantisce 500 euro al mese, erogati dall’INPS tramite bonifico. La durata massima è 12 mesi, prorogabili per altri 12 se alla scadenza si è ancora iscritti e frequentanti un corso di formazione.

Il punto fondamentale: i 500 euro non arrivano automaticamente. Vengono erogati solo se il beneficiario partecipa attivamente a una delle attività previste:

  • Corsi di formazione e riqualificazione professionale
  • Percorsi di orientamento al lavoro
  • Tirocini e politiche attive
  • Progetti utili alla collettività
  • Servizio civile universale

Se smetti di partecipare senza motivo, l’indennità viene sospesa immediatamente.

Come funziona in pratica: ti iscrivi alla piattaforma SIISL (il portale nazionale per l’inclusione lavorativa), sottoscrivi il Patto di Attivazione Digitale, vieni abbinato a un corso o a un percorso di politica attiva, e inizi a ricevere i 500 euro dal mese in cui inizi a frequentare.

SFL e ADI: si possono avere insieme?

Sì, in certi casi. I componenti di un nucleo familiare che percepisce l’ADI e che non sono obbligati al percorso lavorativo (perché over 60, disabili, ecc.) possono comunque iscriversi volontariamente all’SFL e ricevere i 500 euro aggiuntivi se partecipano alla formazione.

Come fare domanda

Anche per l’SFL tutto passa per il portale INPS online. Prima di presentare la domanda serve l’ISEE aggiornato. È fortemente consigliato farsi assistere da un CAF o patronato, soprattutto per chi non ha familiarità con i sistemi digitali dell’INPS.


NASpI, ADI e SFL: come si confrontano

NASpIADISFL
A chi spettaEx dipendenti con contributiFamiglie con componenti fragiliUnder 60 “occupabili” senza ADI
ImportoFino a 1.584,70 €/meseFino a 500 €/mese (+affitto)500 €/mese fissi
DurataMax 24 mesi (décalage dal 6°)18 mesi, rinnovabili12 mesi, prorogabili di altri 12
ISEE richiestoNoSì, sotto 10.140 €Sì, sotto 10.140 €
Obbligo formazioneNo (solo Centro per l’Impiego)Patto per il LavoroSì, obbligatoria
Come si richiedeOnline INPS entro 68 giorniOnline INPSOnline INPS
CompatibilitàParziale con lavoro (soglie)Parziale con lavoro (3.000 €)Compatibile entro soglie ISEE

Domande frequenti

Posso avere NASpI e ADI insieme? In linea di principio sì, se appartieni a un nucleo che ha i requisiti per l’ADI. Ma le due misure si sovrappongono nei calcoli dell’ISEE e del reddito — meglio verificare caso per caso con un patronato prima di presentare entrambe le domande.

Ho perso il lavoro ma mi ero dimesso io: cosa posso fare? Se le dimissioni erano per giusta causa (stipendio non pagato, mobbing, ecc.) hai diritto alla NASpI. Altrimenti, dipende dalla tua situazione familiare: se il tuo nucleo ha i requisiti, puoi guardare all’ADI. Se sei under 60 e senza figli, l’SFL è l’unica opzione — ma ricorda che richiede la partecipazione attiva a corsi di formazione.

Ho un contratto a termine scaduto: ho diritto alla NASpI? Sì. La scadenza di un contratto a termine è considerata cessazione involontaria del rapporto di lavoro, purché tu abbia i 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e le 30 giornate negli ultimi 12 mesi.

Devo fare la domanda subito o posso aspettare? Per la NASpI non aspettare: hai solo 68 giorni dalla fine del contratto. Per l’ADI e l’SFL non c’è una scadenza fissa, ma ogni mese che passa è un mese in meno di sussidio — conviene muoversi il prima possibile.

Dove posso farmi aiutare se non riesco a fare da solo? Rivolgiti gratuitamente a un CAF o a un patronato (INCA CGIL, ENAC, ACLI e altri) nel tuo comune. Questi sportelli assistono gratuitamente nella preparazione e presentazione di tutte le domande INPS.


Cosa fare subito se hai appena perso il lavoro

Se hai appena perso il lavoro, ecco i passi nell’ordine giusto:

  1. Entro 8 giorni dalla fine del contratto: presenta la domanda NASpI se sei ex dipendente (o entro 68 giorni al massimo)
  2. Entro 15 giorni dalla domanda NASpI: contatta il Centro per l’Impiego per il Patto di Servizio
  3. Aggiorna l’ISEE se non è valido o non ce l’hai — è necessario per ADI e SFL
  4. Verifica se hai diritto all’ADI (se in famiglia hai minori, over 60 o persone con disabilità)
  5. Valuta l’SFL se non hai i requisiti né per la NASpI né per l’ADI
  6. Vai a un CAF o patronato se non sei sicuro di nulla — il servizio è gratuito

Fonti: Circolare INPS n. 4/2026, Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), D.Lgs. 22/2015, D.L. 48/2023, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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