Chi esce dalla casa coniugale deve trovare un alloggio, e deve farlo nel mercato degli affitti più caro degli ultimi vent’anni, con un solo reddito e spesso un mantenimento da versare. È la voce di spesa che decide se la separazione è sostenibile o no. Gli aiuti esistono su tre livelli — nazionale, regionale, comunale — e la condizione di separato con figli dà in molti casi un vantaggio concreto in graduatoria.
La detrazione fiscale per l’affitto
Primo livello, spesso dimenticato: le detrazioni IRPEF per i canoni di locazione dell’abitazione principale (art. 16 TUIR), che dipendono dal tipo di contratto e dal reddito:
| Tipo di contratto | Detrazione annua | Limite di reddito |
|---|---|---|
| Contratto libero (4+4) | 300 € (reddito fino a 15.493,71 €) / 150 € (fino a 30.987,41 €) | 30.987,41 € |
| Canone concordato (3+2) | 495,80 € / 247,90 € | 30.987,41 € |
| Giovani 20-31 anni | 991,60 € (o 20% del canone fino a 2.000 €) | 15.493,71 € |
| Lavoratori trasferiti per lavoro | 991,60 € / 495,80 € (primi 3 anni) | 30.987,41 € |
Importi piccoli ma automatici: basta indicare il contratto registrato nel 730. Il canone concordato, oltre alla detrazione maggiore, costa meno al proprietario (cedolare al 10%): proporlo è spesso la chiave per un affitto più basso.
Il contributo affitto regionale e comunale
Il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione (L. 431/1998, art. 11) viene ripartito alle Regioni, che lo girano ai Comuni: i bandi comunali erogano contributi che coprono di norma una quota del canone annuo, con soglie ISEE variabili (spesso tra 10.000 e 17.000 euro circa, a seconda del territorio). Il finanziamento nazionale ha subito tagli e ripristini negli anni: i bandi quindi non escono ovunque né ogni anno — la verifica va fatta sul sito del proprio Comune. Molti bandi attribuiscono punteggi aggiuntivi ai nuclei monogenitoriali e a chi ha subito un peggioramento economico recente: la separazione documentata vale punti.
Morosità incolpevole: se l’affitto non riesci più a pagarlo
Se la separazione (o la perdita di lavoro che l’accompagna) ti ha reso moroso e rischi lo sfratto, il Fondo per la morosità incolpevole (D.L. 102/2013) può erogare contributi fino a 12.000 euro per sanare la morosità, ottenere il differimento dello sfratto o depositare la cauzione di un nuovo alloggio. Si attiva tramite il Comune, e la riduzione del reddito per separazione è tra le cause tipiche di “incolpevolezza” riconosciute.
Edilizia residenziale pubblica: il punteggio del separato
Nei bandi ERP (case popolari) la posizione del genitore separato pesa due volte:
- come nucleo monogenitoriale con minori: quasi tutte le graduatorie regionali assegnano punti dedicati;
- come rilascio dell’alloggio per provvedimento dell’autorità: chi deve lasciare la casa coniugale per sentenza di separazione rientra spesso nelle condizioni di disagio abitativo qualificato.
I tempi delle graduatorie sono lunghi, ma la domanda costa zero e va presentata subito: la posizione matura nel tempo.
L’ordine giusto delle mosse
- Nuovo ISEE (o ISEE corrente) appena formalizzata la separazione;
- contratto registrato, possibilmente a canone concordato;
- domanda al bando affitti comunale appena esce + domanda ERP;
- detrazione nel 730;
- in emergenza: morosità incolpevole e servizi sociali.
Riferimenti normativi
- Art. 16 TUIR (detrazioni per canoni di locazione)
- L. 431/1998, art. 11 (Fondo nazionale locazioni); L. 9/2007 e D.L. 102/2013 (morosità incolpevole)
- Leggi regionali ERP e regolamenti comunali
- Art. 337-sexies c.c. (rilascio della casa coniugale)
Domande frequenti
Ricevo il mantenimento: conta per le soglie ISEE dei bandi affitto?
Sì, gli assegni percepiti entrano nell’ISEE. Ma con un solo reddito da lavoro più mantenimento, l’indicatore resta spesso dentro le soglie dei bandi.
Sono andato a vivere in una stanza in affitto con contratto: ho diritto a qualcosa?
Se il contratto è registrato e l’immobile è la tua abitazione principale (residenza), sì: detrazione fiscale e, dove i bandi lo consentono, contributo affitto anche per porzioni di immobile.
Posso avere la residenza dai miei genitori e l’affitto altrove per risparmiare?
No: detrazioni e contributi richiedono che l’alloggio in affitto sia l’abitazione principale con residenza. Le incongruenze emergono nei controlli e fanno revocare i benefici.
Lo sfratto è già stato convalidato: è troppo tardi per la morosità incolpevole?
No, il fondo opera anche a sfratto convalidato (per differimento dell’esecuzione o passaggio a nuovo alloggio), ma prima ti muovi più opzioni hai. Vai subito all’ufficio casa del Comune.
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