Il sistema italiano di valutazione della disabilità sta cambiando profondamente. Per la prima volta dal 1992, la Legge Quadro sulla disabilità viene riformata in modo strutturale. La riforma è già partita in modo sperimentale nel 2025 in alcune province, si sta espandendo nel 2026, e dal 2027 sarà a regime su tutto il territorio nazionale.
Questa guida spiega cosa cambia, dove è già attivo il nuovo sistema, e cosa devono sapere le persone con disabilità e le loro famiglie.
💡 Questo è il riepilogo veloce. Se vuoi capire davvero cosa sta succedendo — perché la riforma esiste, cosa cambia nel profondo, e cosa conviene fare in base alla tua situazione specifica — leggi la guida narrativa completa: La riforma della disabilità: cosa sta cambiando davvero e cosa devi fare tu adesso.
Il problema che la riforma vuole risolvere
Il vecchio sistema era farraginoso e spesso ingiusto:
- Due valutazioni separate: prima la commissione ASL per la percentuale di invalidità, poi la commissione INPS per la Legge 104. Due visite, due domande, due attese — per valutare la stessa persona.
- Valutazione solo medica: si guardava la diagnosi e le menomazioni, non l’impatto reale sulla vita quotidiana.
- Nessun progetto di vita: ottenuto il verbale, la persona era lasciata sola a orientarsi tra i servizi disponibili.
- Tempi lunghissimi: in alcune province si aspettava oltre un anno per una visita.
Cosa prevede la nuova riforma
1. Valutazione unica INPS
Il cambiamento più importante: una sola commissione, gestita interamente dall’INPS, che valuta tutto insieme — invalidità civile, Legge 104, e il nuovo “profilo di funzionamento” basato sulla classificazione internazionale ICF (International Classification of Functioning).
Non più doppio passaggio ASL + INPS. Una sola domanda, una sola visita, un solo verbale.
2. Valutazione multidimensionale
Il nuovo sistema non si limita alla diagnosi medica. Valuta anche:
- L’impatto delle menomazioni sulle attività quotidiane
- Le barriere ambientali (tipo di casa, trasporti, supporti disponibili)
- La rete di supporto familiare e sociale
- Gli obiettivi di vita della persona
Questo approccio è basato sulla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che l’Italia ha ratificato nel 2009 ma non aveva mai applicato pienamente.
3. Il progetto di vita individualizzato
Per le disabilità più gravi, viene elaborato un Progetto di Vita Individualizzato (PVI) — un piano personalizzato che integra i sostegni sanitari, sociali, abitativi, lavorativi ed educativi necessari.
Non è solo un documento: è un piano d’azione coordinato tra INPS, Comuni, ASL e altri enti, con un referente dedicato che accompagna la persona nel percorso.
4. Nuova definizione di disabilità
La riforma introduce anche una nuova definizione legale di “persona con disabilità”, allineata alla Convenzione ONU: non più solo chi ha una menomazione, ma chi ha menomazioni durature che, interagendo con barriere esterne, limitano la piena partecipazione alla vita sociale.
Dove è già attiva nel 2026
Il D.Lgs. 62/2024 è entrato in vigore il 1° gennaio 2025 in via sperimentale in 9 province pilota: Brescia, Catanzaro, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Sud Sardegna, Trieste.
Da marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa a nuove province. L’INPS aggiorna periodicamente l’elenco sul proprio portale.
Per tutti i residenti nelle province non sperimentali: la procedura ordinaria (doppio passaggio ASL + INPS) rimane invariata fino al 31 dicembre 2026.
Dal 1° gennaio 2027: il nuovo sistema sarà a regime su tutto il territorio nazionale.
Cosa cambia praticamente per chi fa domanda nel 2026
Se sei in una provincia sperimentale:
- Presenti un’unica domanda online su INPS
- Vieni contattato da un operatore INPS per un colloquio di raccolta informazioni
- Viene effettuata una sola visita collegiale
- Ricevi un unico verbale che include invalidità, Legge 104 e profilo ICF
- Se la disabilità è grave, viene avviato il progetto di vita
Se sei in una provincia non sperimentale:
- La procedura è quella classica — certificato medico + domanda INPS + visita ASL-INPS
- Nessuna differenza rispetto agli anni precedenti
- Dal 2027 anche tu passerai al nuovo sistema
Cosa rimane invariato
La riforma cambia il processo di valutazione, non le prestazioni economiche. Almeno fino al 2027:
- L’indennità di accompagnamento resta 552,57 euro al mese
- La pensione di inabilità resta 340,71 euro
- L’indennità di frequenza per i minori resta 340,71 euro
- La Legge 104 e tutti i suoi benefici restano invariati
Dal 2028 è prevista una revisione anche degli importi e delle prestazioni, ma non ci sono ancora decreti attuativi definitivi.
Cosa fare adesso
Se hai già un verbale: non cambia nulla per te. I verbali esistenti restano validi. Non devi fare nessuna nuova domanda.
Se devi fare la prima domanda:
- Se sei in una provincia sperimentale: usa il nuovo portale INPS
- Se sei in una provincia non sperimentale: usa la procedura ordinaria
Se hai una revisione in scadenza: contatta il patronato per capire se nel tuo caso si applica già il nuovo sistema o quello vecchio.
Domande frequenti
Ho già la Legge 104. Devo rifarla con la nuova riforma? No. I verbali esistenti restano validi a tempo indeterminato (salvo scadenza già indicata nel verbale). Non devi fare nessuna nuova domanda.
La riforma migliorerà i tempi di attesa? Nelle province pilota i tempi si sono ridotti, ma il miglioramento non è ancora uniforme. L’obiettivo del governo è arrivare a massimo 60-90 giorni dalla domanda alla valutazione su tutto il territorio entro il 2027.
Con la nuova valutazione, potrei ricevere meno di prima? In teoria no — la riforma è finalizzata a una valutazione più equa e comprensiva, non a ridurre le prestazioni. In pratica, finché le prestazioni economiche non vengono riformate (previsto dal 2028), gli importi restano invariati.
Fonti: D.Lgs. 62 del 3 maggio 2024 (G.U. n. 108 del 10 maggio 2024), Legge 227/2021, portale INPS, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.
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