Nella fascia ISEE tra 10.000 e 30.000 euro non c’è un singolo dirupo come quello dell’ADI — ma ci sono decine di gradini più piccoli che, sommati, possono valere centinaia o migliaia di euro all’anno. Il problema è che nessuno li mostra insieme. Ogni ente spiega la propria soglia singolarmente: INPS per l’Assegno Unico, l’Agenzia per i bonus bollette, il Comune per le rette scolastiche. Ma è la somma di tutto che determina se un reddito aggiuntivo conviene davvero.
Questa guida costruisce la mappa: per ogni fascia di 5.000 euro di ISEE in questo range, quanto si perde (e quanto si guadagna) per ogni 1.000 euro di reddito aggiuntivo.
La logica della mappa: cosa includiamo e cosa no
La mappa include i sussidi ISEE-dipendenti con impatto economico significativo e accessibili a livello nazionale: Assegno Unico (con le maggiorazioni), bonus sociali bollette (luce, gas, acqua), esenzione ticket sanitario per reddito, e l’ADI per chi era nella fascia precedente. Non include le misure comunali e regionali — quelle variano troppo per essere mappate a livello nazionale, ma in alcune realtà pesano significativamente e vanno verificate con il proprio Comune.
Le cifre che seguono sono stime basate sugli importi 2026 per un nucleo familiare di riferimento (due adulti, due figli). I valori reali variano in base alla composizione del nucleo — usali come ordine di grandezza, non come calcolo preciso per la tua situazione specifica.
Fascia 9.360 — 15.000 euro ISEE
In questa fascia, si è appena sopra la soglia ADI (o ci si avvicina al confine inferiore). Il sussidio più importante che si perde salendo oltre i 9.360 è l’ADI — già trattato nella guida dedicata. Qui ci concentriamo sugli altri.
Bonus sociali bollette: si perdono superando i 9.530 euro. Vale circa 350-500 euro annui per un nucleo standard (luce + gas). Una volta persi, non tornano finché l’ISEE non scende sotto la soglia.
Assegno Unico (nucleo con 2 figli): in questa fascia, ogni 1.000 euro di ISEE in più riduce l’Assegno Unico di circa 5-7 euro per figlio al mese. Per 2 figli: 10-14 euro al mese = 120-168 euro annui per ogni 1.000 euro di ISEE in più. Non è un gradino — è una pendenza continua.
Esenzione ticket per reddito (codice E01): per i redditi familiari fino a 36.151 euro (con componenti a carico), con ISEE basso si può accedere all’esenzione E02 per reddito basso (sotto i 9.000 euro di reddito familiare, circa 11.000 euro ISEE per un nucleo con 2 figli). Il valore dell’esenzione dipende dalle spese sanitarie effettive — per una famiglia con bambini e visite specialistiche frequenti può valere 300-600 euro annui.
Per ogni 1.000 euro di reddito lordo aggiuntivo in questa fascia, l’ISEE aumenta di circa 700-750 euro, con perdite cumulate di bonus stimate in 100-200 euro annui (escluso il salto ADI se si supera quella soglia specifica).
Fascia 15.000 — 20.000 euro ISEE
In questa fascia, i bonus sociali bollette sono già persi (soglia 9.530 euro). L’ADI è già perso. Rimangono l’Assegno Unico e le agevolazioni ISEE-dipendenti.
Assegno Unico (2 figli, entrambi i genitori lavorano): in questa fascia l’importo base per figlio scende da circa 160 euro (ISEE 15.000) a circa 130 euro (ISEE 20.000). Differenza totale su 2 figli: circa 60 euro al mese = 720 euro annui per 5.000 euro di ISEE in più. Per ogni 1.000 euro di ISEE in più: circa 12 euro al mese = 144 euro annui.
Bonus asilo nido: la soglia di massimo (3.600 euro annui) richiede ISEE sotto 25.000 euro. Tra 25.000 e 40.000 euro il bonus è 2.500 euro. La differenza tra le due fasce è 1.100 euro — un gradino netto, non una pendenza, che si attraversa superando i 25.000 euro di ISEE.
Per ogni 1.000 euro di reddito lordo aggiuntivo in questa fascia: perdita stimata di 100-150 euro annui di Assegno Unico (per nucleo con 2 figli). Senza altri gradini significativi se non si supera la soglia del bonus nido a 25.000.
Fascia 20.000 — 30.000 euro ISEE
In questa fascia ci sono meno gradini acuti, ma la pendenza dell’Assegno Unico continua.
Assegno Unico (2 figli): scende da circa 130 euro per figlio (ISEE 20.000) a circa 100 euro per figlio (ISEE 30.000). Differenza totale su 2 figli: circa 60 euro al mese = 720 euro annui per 10.000 euro di ISEE in più. Per ogni 1.000 euro di ISEE in più: circa 6 euro al mese = 72 euro annui. La pendenza si attenua rispetto alla fascia precedente.
Bonus asilo nido: il gradino tra 2.500 euro (ISEE 25.000-40.000) e 1.500 euro (ISEE sopra 40.000) è un salto di 1.000 euro che si attraversa a 40.000 euro di ISEE — fuori da questa fascia.
Per ogni 1.000 euro di reddito lordo aggiuntivo in questa fascia: perdita stimata di 50-80 euro annui di Assegno Unico (per nucleo con 2 figli). I gradini acuti sono meno frequenti.
La tabella sintetica: perdita annua stimata per 1.000 euro di reddito lordo aggiuntivo
Questa tabella riassume le perdite cumulate stimate per un nucleo di riferimento (2 adulti, 2 figli, entrambi i genitori lavorano). I valori sono stime orientative — la situazione reale dipende dalla composizione specifica del nucleo.
ISEE 8.000-9.360: perdita per 1.000 euro di reddito lordo aggiuntivo = 100-150 euro annui (Assegno Unico) + rischio salto ADI se si supera la soglia.
ISEE 9.360-9.530: perdita per 1.000 euro = 100-150 euro + perdita bonus bollette (350-500 euro una tantum se si supera 9.530).
ISEE 10.000-15.000: perdita per 1.000 euro = 120-168 euro annui (Assegno Unico, 2 figli).
ISEE 15.000-25.000: perdita per 1.000 euro = 100-144 euro annui + gradino bonus nido (-1.100 euro) se si supera 25.000.
ISEE 25.000-30.000: perdita per 1.000 euro = 72-100 euro annui (Assegno Unico, pendenza ridotta).
Come usare questa mappa
Il processo in tre passi. Primo: identifica il tuo ISEE attuale e la fascia in cui ti trovi. Secondo: stima di quanto aumenterebbe l’ISEE con il reddito aggiuntivo che stai considerando (circa 700-750 euro di ISEE per ogni 1.000 euro lordi, per un singolo senza patrimonio; meno per un nucleo più ampio con la scala di equivalenza). Terzo: moltiplica l’aumento ISEE stimato per la perdita per 1.000 euro di ISEE della tua fascia, e confrontala con il reddito netto che guadagni.
Il risultato non è “lavora” o “non lavorare” — è la matematica del tuo caso specifico, che ti permette di decidere con le informazioni giuste invece di scoprire le conseguenze dodici mesi dopo.
Leggi anche: Il dirupo dei sussidi: il fenomeno spiegato — Sei vicino alla soglia ADI: fai questo calcolo — NASpI e part-time: il calcolo del netto reale — Come ottimizzare l’Assegno Unico.
Fonti: D.Lgs. 230/2021 e Circolare INPS n. 5/2026 (Assegno Unico, scala di importi per fascia ISEE); D.L. 185/2008 e aggiornamenti 2026 (bonus sociali bollette); D.L. 48/2023 (ADI); L. 160/2019 (bonus asilo nido, soglie ISEE); DPCM 159/2013 (ISEE, scala di equivalenza). Importi e calcoli aggiornati a giugno 2026.
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