Hai perso il lavoro a marzo. Il tuo ISEE, quello che usi per i bonus e le agevolazioni, è stato calcolato a gennaio sui redditi del 2024 — quando lavoravi. Adesso quel numero non rispecchia più la tua situazione. Eppure quasi tutti aspettano gennaio dell’anno successivo per rifarlo. Nel frattempo pagano rette scolastiche piene, non accedono all’ADI, perdono il bonus bollette e ricevono l’Assegno Unico nella fascia sbagliata.
Esiste uno strumento che risolve questo problema e che la maggior parte delle persone non conosce: si chiama ISEE corrente, e permette di fotografare la situazione reddituale degli ultimi 12 mesi invece dell’anno fiscale precedente. Questa guida spiega come usarlo dopo aver perso il lavoro, con i documenti necessari, i tempi reali e i bonus che si sbloccano.
Cos’è l’ISEE corrente e perché esiste
L’ISEE ordinario è calcolato sui redditi dell’anno fiscale precedente (per l’ISEE 2026, si usano i redditi 2024). Per chi ha perso il lavoro nel 2025 o nel 2026, questo significa che il numero non riflette la realtà — e potrebbe essere drasticamente più alto di quello che dovrebbe essere.
L’ISEE corrente (disciplinato dall’art. 9 del DPCM 159/2013) è una versione aggiornata calcolata sui redditi degli ultimi 12 mesi. Si può richiedere quando la situazione reddituale è cambiata in modo significativo rispetto all’anno precedente — e la perdita del lavoro è esattamente il caso previsto dalla norma.
L’ISEE corrente non sostituisce quello ordinario per tutte le prestazioni — alcune usano solo quello ordinario. Ma per la maggior parte dei bonus rilevanti (ADI, Assegno Unico, bonus sociali, rette scolastiche agevolate) vale quello corrente se è inferiore all’ordinario.
Quando si può richiedere dopo il licenziamento
La norma prevede che l’ISEE corrente si possa richiedere quando si verifica una delle condizioni di variazione reddituale previste. La perdita del lavoro — per licenziamento, scadenza di contratto a termine, fine della cassa integrazione — rientra esplicitamente tra queste condizioni.
Il momento giusto per richiederlo: subito dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento o dopo la scadenza del contratto. Non bisogna aspettare che la NASpI venga approvata, né che passi un certo numero di mesi. Si può richiedere anche il giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
C’è però una precisazione importante: l’ISEE corrente fotografa i redditi degli ultimi 12 mesi che includono ancora i mesi lavorati. Se hai lavorato 11 mesi nell’anno e hai perso il lavoro a novembre, i tuoi ultimi 12 mesi includono quasi tutto l’anno lavorato — e l’ISEE corrente potrebbe non essere molto diverso dall’ordinario. Il vantaggio aumenta man mano che i mesi senza reddito da lavoro crescono nel periodo di riferimento.
I documenti che servono
Per richiedere l’ISEE corrente dopo un licenziamento servono documenti che provano sia la variazione della situazione lavorativa sia i redditi effettivi degli ultimi 12 mesi.
Documento della cessazione del rapporto: la lettera di licenziamento, oppure la comunicazione di dimissioni, oppure la documentazione della scadenza del contratto. Deve essere datata e indicare la fine del rapporto.
Documentazione dei redditi degli ultimi 12 mesi: le ultime buste paga (almeno le 3-6 più recenti, fino alla cessazione), la certificazione unica (CU) se disponibile, la documentazione dell’eventuale NASpI già percepita (anche la NASpI è reddito ai fini ISEE corrente, ma va dichiarata correttamente).
Documentazione del patrimonio: stessa documentazione dell’ISEE ordinario — estratti conto bancari, attestazione del valore degli immobili se di proprietà.
Il CAF assembla tutto e presenta la DSU aggiornata. I tempi di elaborazione da parte dell’INPS sono di norma 10-15 giorni lavorativi — dopodichè il nuovo ISEE corrente è valido e utilizzabile per tutte le domande.
I bonus che si sbloccano con l’ISEE aggiornato
Questo è il cuore della strategia difensiva. Con un ISEE corrente basso (che riflette la perdita del lavoro) si aprono accessi che con l’ISEE ordinario alto resterebbero chiusi.
Assegno Unico Universale: se hai figli, l’importo cambia drasticamente in base all’ISEE. Con ISEE sotto 17.090 euro si riceve l’importo massimo (circa 200 euro per figlio al mese); con ISEE sopra 45.575 euro si riceve il minimo (54 euro). La differenza tra le due fasce estremi è quasi 150 euro al mese per figlio. L’Assegno Unico recepisce automaticamente il nuovo ISEE corrente se lo aggiorni entro il 30 giugno per il semestre successivo.
ADI — Assegno di Inclusione: se l’ISEE scende sotto 9.360 euro e ci sono le altre condizioni (componenti fragili nel nucleo, residenza da almeno 5 anni), l’ADI diventa accessibile. La NASpI e l’ADI non si cumulano — ma l’ADI è il sussidio su cui atterrare quando la NASpI finisce. Pianificare adesso significa non trovarsi senza niente tra 12-16 mesi.
Bonus sociali bollette: luce, gas, acqua. Con ISEE sotto 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con più di 3 figli), si accede agli sconti automatici sulle bollette. Non richiedono domanda separata — si attivano automaticamente con l’ISEE aggiornato se sei cliente del mercato tutelato, o con una semplice dichiarazione al fornitore nel mercato libero.
Rette scolastiche e servizi comunali: asilo nido, mensa scolastica, trasporto, rette ISEE-dipendenti. Ogni Comune ha le proprie soglie, ma quasi tutti si adeguano all’ISEE corrente per i ricalcoli durante l’anno. Verifica con l’ufficio comunale di competenza.
Esenzione ticket sanitario: con ISEE sotto determinate soglie si ha l’esenzione per reddito (codice E01 o E02 a seconda della situazione). Con la perdita del lavoro, molte persone che prima non vi accedevano ora potrebbero averne diritto.
Quanto vale concretamente l’aggiornamento
Un esempio realistico: coppia con due figli, uno dei due perde il lavoro a maggio 2026. ISEE ordinario basato sui redditi 2024: 38.000 euro. ISEE corrente dopo il licenziamento (8 mesi senza stipendio nell’anno mobile): circa 18.000 euro. La differenza in termini di Assegno Unico: da 70 euro per figlio (fascia 35.000-45.000) a 150 euro per figlio (fascia 15.000-20.000). Guadagno mensile: 160 euro. Su 7 mesi residui dell’anno: 1.120 euro in più di Assegno Unico che con l’ISEE ordinario non sarebbero arrivati. A cui si aggiungono i bonus bollette (stimati 300-500 euro annui) e le eventuali riduzioni sulle rette scolastiche.
L’ISEE corrente non richiede che la situazione sia disperata — richiede che sia cambiata. E dopo un licenziamento, è cambiata. Farlo subito, invece di aspettare gennaio, è la differenza tra recuperare quei soldi e perderli.
Leggi anche: Licenziamento: la checklist delle prime 72 ore — ISEE sbagliato: come rettificarlo — ISEE 2026: il numero da cui dipende tutto — Bonus disoccupati 2026.
Fonti: DPCM 159/2013 art. 9 (ISEE corrente, condizioni e procedura); D.Lgs. 22/2015 (NASpI come reddito ai fini ISEE); D.L. 48/2023 conv. L. 85/2023 (ADI e requisiti ISEE); D.L. 115/2021 (bonus sociali bollette); importi Assegno Unico 2026 da circolare INPS n. 5/2026. Aggiornato giugno 2026.
Lascia un commento