La madre è in RSA da tre anni. Un figlio ha pagato quasi tutto — l’altro ha contribuito poco o nulla, adducendo difficoltà economiche che forse erano vere e forse no. Adesso la madre è morta. C’è un appartamento, qualche risparmio, un’eredità da dividere. Il figlio che ha pagato vuole sapere se può recuperare quello che ha anticipato. E ha tutto il diritto di chiedersi.
Le spese RSA sono un anticipo sull’eredità? Non automaticamente
Le rette RSA pagate dal figlio non sono automaticamente un anticipo sull’eredità — a meno che non siano state espressamente qualificate così da chi le ha ricevute (la madre) o stabilite come tali da un accordo scritto tra i fratelli. Il pagamento della retta RSA è normalmente una donazione o un atto di liberalità verso il genitore, oppure l’adempimento dell’obbligo alimentare — non un prestito.
Questo significa che il figlio che ha pagato tutto non può automaticamente recuperare il “suo” dalla divisione ereditaria. Può però agire su un piano diverso.
Come il figlio che ha pagato può tutelarsi: le strade legali
La collazione ereditaria: se il genitore aveva fatto donazioni in vita a uno dei figli, queste donazioni devono essere “conferite” nell’asse ereditario al momento della divisione — il figlio che ha ricevuto di più in vita riceve di meno dall’eredità. Ma le spese RSA pagate da un figlio per la madre non sono donazioni del genitore al figlio — sono donazioni del figlio al genitore. La collazione non si applica in questo senso.
L’azione di rimborso per inadempimento dell’obbligo alimentare: se il fratello aveva l’obbligo di contribuire alla retta RSA (in base ai propri redditi) e non lo ha fatto, il fratello che ha anticipato tutto può citarlo in giudizio per il rimborso della sua quota — indipendentemente dall’eredità. Questa è l’azione più efficace, ma richiede di dimostrare che l’altro fratello aveva la capacità economica di contribuire e non lo ha fatto.
L’accordo tra fratelli prima della divisione: il modo più semplice e meno costoso. Prima di procedere alla divisione formale dell’eredità, i fratelli si accordano su come compensare le spese anticipate. Questo accordo può essere scritto e autenticato da un notaio — diventa così vincolante e opponibile.
Come prepararsi: la documentazione da conservare
Per poter agire in giudizio o negoziare da una posizione di forza, servono le prove delle spese sostenute: tutti i bonifici o i pagamenti con carta alla RSA, le ricevute o le fatture della struttura, le email o i messaggi in cui si discuteva della divisione del costo con il fratello, gli eventuali accordi scritti (anche informali) sulla suddivisione delle spese. Conserva tutto dal primo giorno di ricovero — non aspettare che la situazione diventi conflittuale per raccogliere i documenti.
Il ruolo del notaio nella divisione ereditaria
Quando si arriva alla divisione dell’eredità, il notaio che redige l’atto di divisione può includere nell’accordo tra le parti anche la regolazione delle spese sostenute per il genitore durante la vita. È il momento per formalizzare qualsiasi compensazione concordata tra fratelli — prima di quella firma è tutto ancora negoziabile, dopo diventa molto più complicato.
Leggi anche: Chi paga la differenza tra retta e pensione — Due fratelli e la RSA — Il contributo comunale per la RSA.
Fonti: artt. 737-751 c.c. (collazione ereditaria); artt. 433-448 c.c. (obbligo alimentare e rimborso); artt. 713-728 c.c. (divisione ereditaria). Articolo informativo. Aggiornato giugno 2026.
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