L’agevolazione più importante: il forfettario al 5%
Chi apre la partita IVA per la prima volta nel 2026 senza aver mai esercitato attività autonoma nei 3 anni precedenti accede all’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni invece del 15% ordinario.
Risparmio su 20.000 euro di reddito annuo: 2.000 euro vs 3.000 euro — 5.000 euro in meno di tasse nel quinquennio.
I requisiti: non aver avuto partita IVA negli ultimi 3 anni, non continuare un’attività già svolta per lo stesso committente, non partecipare a SRL con attività riconducibile.
Contributi INPS: artigiani under 21 al 65% del minimo
I giovani under 21 che aprono un’attività artigiana o commerciale beneficiano di una riduzione del 35% sui contributi INPS obbligatori — pagano il 65% del minimale invece del 100%.
Il minimale contributivo 2026 è circa 4.450 euro/anno. Con riduzione: ~2.892 euro. Risparmio annuo: 1.558 euro.
Per la Gestione Separata (professionisti): aliquota 26,07% sul reddito netto, nessun minimale fisso.
La trappola del primo anno: accantonare il 30%
Il costo fatale per i neo-autonomi è non accantonare abbastanza durante l’anno. Su ogni fattura incassata, metti da parte:
- 5% per l’imposta sostitutiva
- 25-26% per i contributi previdenziali
- Totale: circa 30% di ogni fattura
Se l’attività va male: l’ISCRO 2026
Importi 2026: da 255,53 a 817,69 euro/mese per 6 mesi. Scadenza domanda: 31 ottobre 2026.
Il confronto onesto con il lavoro dipendente
La partita IVA in forfettario al 5% diventa conveniente rispetto al lavoro dipendente intorno ai 35.000-40.000 euro di reddito. Sotto quella soglia, il lavoro dipendente garantisce più tutele e spesso più netto.
Per la guida completa sul forfettario
Fonti: L. 190/2014, Legge di Bilancio 2026, portale INPS. Aggiornamento: maggio 2026.
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