C’è un bonus sulle bollette che non guarda l’ISEE, non ha limiti di reddito e non scade mai finché serve. È il bonus elettrico per disagio fisico, destinato alle famiglie in cui vive una persona costretta a usare apparecchiature elettromedicali salvavita — ventilatori polmonari, concentratori di ossigeno, pompe di infusione, sollevatori, carrozzine elettriche, apparecchi per dialisi domiciliare.
È anche uno dei bonus meno richiesti d’Italia, per un motivo semplice: a differenza del bonus per disagio economico, questo non è automatico. Se non presenti domanda, non lo riceverai mai — nemmeno se hai tutti i requisiti da anni.
Chi ne ha diritto
Il bonus spetta quando nell’abitazione vive una persona (anche diversa dall’intestatario del contratto) che si trova in gravi condizioni di salute e utilizza apparecchiature elettromedicali necessarie al mantenimento in vita. L’elenco delle apparecchiature ammesse è fissato dal Ministero della Salute (D.M. 13 gennaio 2011) e include, tra le altre:
- apparecchiature per la ventilazione (polmoni d’acciaio, ventilatori, tende per ossigenoterapia, aspiratori);
- apparecchiature per la funzione alimentare (nutripompe, pompe d’infusione);
- apparecchiature per la funzione renale (macchine per dialisi peritoneale ed emodialisi);
- ausili per la mobilità e la prevenzione delle piaghe (carrozzine elettriche, sollevatori, materassi antidecubito).
Non conta il reddito, non conta l’ISEE, non conta nemmeno il riconoscimento dell’invalidità o della Legge 104: conta solo la certificazione della ASL.
Quanto vale
L’importo dipende dalla potenza del contatore e dal consumo aggiuntivo causato dalle apparecchiature, suddiviso in tre fasce. Gli importi precisi vengono aggiornati annualmente da ARERA, ma l’ordine di grandezza è questo:
| Fascia | Extra-consumo apparecchiature | Potenza tipica | Sconto annuo indicativo |
|---|---|---|---|
| Minima | Fino a 600 kWh/anno | Fino a 3 kW | Circa 190 € |
| Media | 600-1.200 kWh/anno | 3-4,5 kW | Circa 310 € |
| Massima | Oltre 1.200 kWh/anno | Oltre 4,5 kW | Circa 450 € |
La fascia non la scegli tu: la determina il SII in base ai dati del certificato ASL (tipo di apparecchiatura e ore di utilizzo giornaliero).
Come si richiede: il percorso in 3 passi
- Certificato ASL. Deve attestare quattro cose: la situazione di grave condizione di salute, la necessità delle apparecchiature, il tipo di apparecchiatura e le ore di utilizzo giornaliero, l’indirizzo della fornitura elettrica dove è installata.
- Modulo B compilato (lo trovi sul sito ARERA o direttamente allo sportello), con documento d’identità e codice POD della fornitura (lo leggi in bolletta).
- Consegna al Comune o al CAF convenzionato. La pratica entra nel SII e lo sconto parte dalla prima bolletta utile, senza retroattività: per questo conviene presentare domanda subito dopo la prescrizione delle apparecchiature.
Tre cose che quasi nessuno sa
- È cumulabile con il bonus per disagio economico. Una famiglia con ISEE sotto 9.796 euro e una persona in ventilazione assistita riceve entrambi gli sconti sulla stessa bolletta. Vedi la guida al bonus bollette 2026.
- Non si rinnova ogni anno. A differenza del bonus economico, resta attivo finché permane la necessità dell’apparecchiatura. Va comunicata solo l’eventuale cessazione.
- Il titolare del contratto può essere chiunque. Se l’apparecchiatura è usata da tuo padre ma la bolletta è intestata a te, il bonus spetta comunque, purché l’indirizzo di fornitura coincida con quello indicato dalla ASL.
Riferimenti normativi
- D.M. Salute 13 gennaio 2011 (elenco apparecchiature elettromedicali salvavita)
- D.P.C.M. 28 dicembre 2007 e D.L. 185/2008, art. 3, c. 9 (istituzione bonus elettrico)
- Delibere ARERA di aggiornamento annuale degli importi (TIBEG)
Domande frequenti
Serve la Legge 104 o l’invalidità per ottenerlo?
No. L’unico documento sanitario richiesto è il certificato ASL sulle apparecchiature. Naturalmente chi usa apparecchiature salvavita ha quasi sempre anche i requisiti per invalidità e Legge 104 — se non le hai ancora richieste, è il momento di farlo.
Quanto tempo passa tra domanda e sconto in bolletta?
In genere 2-3 mesi. Il bonus decorre dalla data di presentazione della domanda, non da quella della prescrizione medica: ogni mese di ritardo nella domanda è denaro perso.
Vale anche per il gas?
No, il bonus per disagio fisico esiste solo per l’energia elettrica, perché riguarda apparecchiature elettriche. Per il gas esiste solo il bonus per disagio economico, legato all’ISEE.
Se cambio fornitore perdo il bonus?
No: il bonus segue la fornitura nel SII e viene applicato dal nuovo venditore senza bisogno di ripresentare la domanda.
Articolo aggiornato a giugno 2026.
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