Quando si parla di “pensione di invalidità” si fa riferimento a una serie di misure diverse, non a una sola. Ogni percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica apre l’accesso a prestazioni specifiche — e confondere una con l’altra è uno degli errori più frequenti che portano le famiglie a non ottenere quello a cui hanno diritto.
Questa guida ti spiega cosa spetta a ogni fascia di invalidità, con gli importi aggiornati al 2026.
La scala: cosa spetta a ogni percentuale
Sotto il 34% — nessuna prestazione economica
Con meno del 34% di invalidità riconosciuta non spetta nessuna prestazione economica INPS. Si ha diritto solo all’iscrizione al collocamento mirato (Legge 68/1999) — per i lavoratori tra il 15% e il 33%.
Dal 34% al 45% — esenzione ticket
La fascia dal 34% al 45% non dà diritto a prestazioni economiche, ma permette l’esenzione dal ticket sanitario per le visite e gli esami correlati alla patologia riconosciuta (codice esenzione in base alla patologia specifica).
Dal 46% al 66% — collocamento obbligatorio
In questa fascia non spetta ancora una prestazione economica diretta dall’INPS, ma si ha diritto all’iscrizione alle liste del collocamento mirato (Legge 68/1999) — le aziende sopra una certa dimensione sono obbligate ad assumere lavoratori con invalidità in questa fascia.
Dal 67% al 79% — l’assegno mensile di assistenza
A partire dal 67% di invalidità scatta il diritto a una prestazione economica mensile: l’assegno mensile di assistenza.
Importo 2026: 340,71 euro al mese
Attenzione: a differenza dell’indennità di accompagnamento, questo assegno ha un limite di reddito. Il reddito personale annuo non deve superare 5.725,38 euro (soglia 2026). Chi supera questo limite non ha diritto all’assegno.
Altre condizioni:
- Età compresa tra i 18 e i 67 anni
- Inabilità lavorativa tra il 67% e il 99%
- Non percepire trattamenti pensionistici diretti superiori all’assegno sociale
- Essere in condizione di bisogno economico
Dall’80% al 99% — la pensione di inabilità
Con un’invalidità riconosciuta dall’80% in su spetta la pensione di inabilità civile.
Importo 2026: 340,71 euro al mese
Anche qui il reddito personale annuo non deve superare la soglia stabilita — per il 2026 è di circa 20.029,55 euro (soglia più alta rispetto alla fascia precedente).
La pensione di inabilità può essere integrata fino al trattamento minimo se la situazione reddituale lo consente, arrivando in certi casi a cifre superiori attraverso le maggiorazioni sociali (per chi ha reddito molto basso e ha superato i 60 anni).
Al 100% — pensione di inabilità + eventuale accompagnamento
Con invalidità totale al 100% si ha diritto alla pensione di inabilità civile. In aggiunta, se il soggetto non è in grado di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita, spetta anche l’indennità di accompagnamento (552,57 euro al mese).
Sono due prestazioni separate e cumulabili:
- Pensione di inabilità civile: 340,71 euro/mese (con limite reddito)
- Indennità di accompagnamento: 552,57 euro/mese (senza limite reddito)
- Totale potenziale: 893,28 euro/mese
Ciechi civili: importi dedicati
Per i ciechi civili esistono prestazioni specifiche, con importi diversi:
| Condizione | Importo mensile 2026 |
|---|---|
| Cieco assoluto (con accompagnamento) | 1.064,98 €/mese |
| Cieco assoluto (senza accompagnamento) | 340,71 € + indennità speciale |
| Cieco parziale (residuo visivo ≤ 1/20) | Indennità speciale mensile |
| Cieco parziale (residuo visivo tra 1/20 e 1/10) | Indennità ridotta |
Sordi civili: la pensione INPS
I sordi civili (sordità prelinguale o congenale) hanno diritto a una specifica indennità mensile di comunicazione oltre alle agevolazioni fiscali della Legge 104.
Importo indennità comunicazione 2026: 341,36 euro/mese
Spetta a chi ha una perdita uditiva superiore al 60% nelle frequenze conversazionali, dall’orecchio migliore.
Tabella riepilogativa degli importi 2026
| Percentuale | Prestazione | Importo mensile 2026 | Limite reddito |
|---|---|---|---|
| Sotto 34% | Nessuna | — | — |
| 34-45% | Solo esenzione ticket | — | — |
| 46-66% | Collocamento mirato | — | — |
| 67-79% | Assegno mensile assistenza | 340,71 € | 5.725,38 €/anno |
| 80-99% | Pensione inabilità civile | 340,71 € | ~20.029,55 €/anno |
| 100% | Pensione inabilità civile | 340,71 € | ~20.029,55 €/anno |
| 100% + non autosufficiente | + Indennità accompagnamento | + 552,57 € | Nessuno |
| Cieco assoluto | Pensione + accompagnamento | 1.064,98 € | Nessuno (acc.) |
| Sordo civile | Indennità comunicazione | 341,36 € | Soglia specifica |
Come si ottiene il riconoscimento: l’iter completo
Passo 1 — Il certificato medico introduttivo
Il medico di base (o uno specialista) invia telematicamente all’INPS il certificato medico introduttivo con le patologie e le limitazioni funzionali.
Passo 2 — La domanda all’INPS
Entro 90 giorni dal certificato, presentazione della domanda online (SPID/CIE/CNS), tramite Contact Center (803 164) o tramite patronato.
Passo 3 — La visita della Commissione Medica ASL-INPS
La commissione medica convoca il richiedente per la visita. Se il richiedente non può spostarsi per gravi motivi di salute, può essere richiesta la visita domiciliare — va chiesta esplicitamente nella domanda e documentata dal medico.
Passo 4 — Il verbale e la liquidazione
Dopo la visita, la commissione emette il verbale con la percentuale riconosciuta. Il verbale viene inviato per raccomandata. L’INPS, sulla base del verbale, calcola e liquida la prestazione spettante.
Tempi di attesa: la realtà in Italia
I tempi variano molto da provincia a provincia. In media:
- Al Sud: 4-8 mesi dalla domanda al verbale
- Al Centro: 5-10 mesi
- Al Nord: 6-12 mesi in alcune province
Il diritto alla prestazione matura dalla data della domanda — gli arretrati vengono corrisposti una volta ottenuto il riconoscimento.
Cosa fare se la percentuale è troppo bassa
Se la commissione riconosce una percentuale inferiore a quella attesa (o rigetta la domanda), hai due strade:
1. Accertamento tecnico preventivo (ATP) Il percorso più rapido. Si chiede al Tribunale del Lavoro la nomina di un medico legale indipendente che rivaluta il caso. Spesso si risolve in 3-6 mesi.
2. Ricorso giudiziario Se l’ATP non porta a risultati soddisfacenti, si può procedere con la causa al Tribunale del Lavoro. Serve un avvocato specializzato in diritto previdenziale.
In entrambi i casi, raccogli prima tutta la documentazione clinica aggiornata — referti specialistici, cartelle cliniche, certificazioni recenti — e consulta un patronato per una valutazione preliminare gratuita.
Domande frequenti
Ho il 70% di invalidità: quanto prendo al mese? Se il tuo reddito personale è sotto 5.725,38 euro annui, ricevi l’assegno mensile di assistenza da 340,71 euro al mese. Se superi questa soglia, non hai diritto alla prestazione economica INPS (ma hai comunque diritto alla Legge 104 e alle agevolazioni collegate).
Posso lavorare con invalidità al 100%? Con invalidità totale al 100% e pensione di inabilità è in teoria incompatibile il lavoro, perché la pensione presuppone l’impossibilità di lavorare. In pratica, chi ha il 100% ma conserva capacità lavorative residue dovrebbe parlarne con il patronato — la situazione varia caso per caso.
La pensione di invalidità si somma alla pensione INPS ordinaria? In linea generale no — esistono regole di incompatibilità tra le prestazioni assistenziali e quelle previdenziali. Casi specifici richiedono verifica individuale. Il patronato può fare il calcolo di convenienza.
Ho fatto domanda 8 mesi fa e non ho ancora la visita. È normale? Purtroppo sì. I tempi dipendono dalla tua provincia. Puoi sollecitare tramite patronato o con INPS Risponde, ma spesso l’attesa non si riduce significativamente. Nel frattempo il diritto matura dalla data della domanda — non perderai i mesi trascorsi.
Fonti: D.Lgs. 509/1988, Legge 18/1980, Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, Circolare INPS n. 7/2026, portale ufficiale INPS. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.
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