Dal 1° gennaio 2025 esiste in Italia una misura nuova, sperimentale, che molte famiglie non conoscono ancora: la Prestazione Universale. È un contributo mensile di 850 euro che l’INPS eroga in aggiunta all’indennità di accompagnamento per gli anziani ultraottantenni in condizione di non autosufficienza gravissima.
Sommata all’accompagnamento ordinario (552,57 euro), porta il sostegno mensile totale a 1.402,57 euro — una cifra che può coprire gran parte del costo di una badante regolare.
La misura è sperimentale fino al 31 dicembre 2026. Chi ha i requisiti deve presentare domanda prima di quella data — il contributo parte dal mese di richiesta.
Cos’è e come funziona
La Prestazione Universale è stata introdotta dal Decreto Anziani (D.Lgs. n. 29/2024). È finanziata con 500 milioni di euro per il biennio 2025-2026 — sufficiente per circa 25.000 beneficiari all’anno.
Non sostituisce l’indennità di accompagnamento — la integra:
- Quota fissa (indennità di accompagnamento): 552,57 euro/mese — libera, nessun vincolo
- Quota integrativa (assegno di assistenza): 850 euro/mese — vincolata a spese di assistenza documentate
- Totale mensile: 1.402,57 euro
Il contributo è esente da IRPEF e impignorabile.
I quattro requisiti: tutti insieme
1. Età: almeno 80 anni compiuti
2. Indennità di accompagnamento: deve essere già in corso e non sospesa
3. Bisogno assistenziale gravissimo: valutato dalla commissione medico-legale INPS — non basta la non autosufficienza ordinaria, serve il livello “gravissimo”
4. ISEE sociosanitario: non superiore a 6.000 euro annui
L’ISEE sociosanitario si calcola diversamente dall’ordinario e può risultare più basso. Fallo calcolare da un CAF prima di rinunciare.
Il vincolo dei 850 euro
I 850 euro non sono a libera disposizione — devono essere usati esclusivamente per:
- Badante regolarmente assunto con contratto di almeno 15 ore settimanali
- Servizi di assistenza domiciliare da imprese qualificate
L’INPS effettua controlli. Bisogna conservare buste paga, ricevute MAV e fatture. In caso di mancata documentazione, le somme possono essere richieste in restituzione con interessi.
La quota integrativa può essere riconosciuta retroattivamente dalla data della domanda, ma solo se entro 30 giorni dall’accoglimento si invia la documentazione delle spese già sostenute.
Come fare domanda
Online su inps.it → “Prestazione Universale” → con SPID, CIE o CNS. In alternativa tramite patronato (gratuito, consigliato).
Il pagamento parte dal mese successivo alla presentazione della domanda. Scadenza: 31 dicembre 2026.
Attenzione: il diritto di opzione
Chi riceve già contributi analoghi da ATS o Comuni non può cumulare — deve scegliere. Verifica se quello che già ricevi è più alto prima di optare per la Prestazione Universale.
Riepilogo
| Cosa | Dato 2026 |
|---|---|
| Quota integrativa mensile | 850 € |
| Totale con accompagnamento | 1.402,57 €/mese |
| Età minima | 80 anni |
| ISEE sociosanitario massimo | 6.000 € |
| Accompagnamento richiesto | Sì, in corso |
| Vincolo d’uso | Badante o servizi qualificati |
| Scadenza sperimentazione | 31 dicembre 2026 |
| Tassazione | Esente IRPEF |
Fonti: D.Lgs. 29/2024 (Decreto Anziani), Messaggio INPS n. 4490/2024, Messaggio INPS n. 949/2025. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.
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