In una frase
È un contributo mensile di 552,57 euro (2026) che l’INPS paga a chi non riesce a deambulare autonomamente o non può compiere gli atti quotidiani senza assistenza continua — indipendentemente dall’età e dal reddito.
Spiegazione
Introdotta dalla Legge 18/1980, è una delle prestazioni più importanti del sistema di welfare italiano. Non è una pensione — è un contributo per coprire le spese di assistenza.
Tre caratteristiche uniche che la distinguono da tutto il resto:
- Nessun limite di reddito — spetta anche a chi ha una pensione alta o un patrimonio elevato
- Compatibile col lavoro — lavorare non fa perdere l’accompagnamento
- Compatibile con la pensione di invalidità civile — si sommano
Chi può riceverla
Chi ha una delle due condizioni:
- Non riesce a deambulare senza accompagnatore
- Non può compiere gli atti quotidiani della vita (vestirsi, lavarsi, mangiare, ecc.) senza assistenza continua
Vale per qualsiasi età (anche neonati) e qualsiasi patologia.
Importo 2026
552,57 euro al mese, per 12 mensilità. Nessuna tredicesima. Esente IRPEF.
Quando si sospende
Solo dopo 29 giorni consecutivi di ricovero a totale carico dello Stato. Non per lavoro, non per reddito, non per trasferimento temporaneo.
Per approfondire
→ [Indennità di accompagnamento 2026: guida completa a requisiti e domanda] → [Falso mito: se lavori perdi l’accompagnamento]